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Sara

    Educazione

    Adolescenza e dilemma del porcospino

    dilemma del porcospino

    Sono venuta a conoscenza del dilemma del porcospino ai tempi dell’università, quando studiavo Schopenhauer e sono stata folgorata sulla strada di Damasco. Era la metafora perfetta per le relazioni umane e soprattutto, secondo me oggi, per quelle da ricostruire con un figlio adolescente.

    Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono il dolore delle spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali: il freddo e il dolore. Tutto questo durò finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione”. (Arthur Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, 1851).

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    Esperienze

    Ciao mamma, ci vediamo…

    Succede che ieri nascevano (non senza dolore, il tuo!!!), li guardavi in faccia per la prima volta senza nemmeno troppa convinzione, li tenevi in braccio in modo un pò maldestro, li nutrivi (h 24), eri il centro del loro mondo (e viceversa), ed oggi ti salutano da un finestrino del pulman dicendoti giusto due parole: “Ciao mamma, ci vediamo…“.

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    Educazione

    Faccio le cose, ma non so perchè

    Dare un senso a tutto quello che facciamo dovrebbe essere una prerogativa di consapevolezza, che potrebbe aiutarci a non fare gli stessi errori, ma anche a reiterare comportamenti che al contrario riescono bene, che producono un risultato positivo.

    Fare le cose sapendo la motivazione per le quali le facciamo dovrebbe essere un “a priori”, dovrebbe accompagnarci nella nostra quotidianità, almeno per il 90% delle azioni che compiamo, delle scelte che facciamo.

    DOVREBBE…

    Poi ti confronti con il piccolo di casa, colui che beatamente, del tutto ingenuamente, quando gli chiedi il motivo per cui ha fatto una certa cosa ti risponde esattamente come tu non ti aspetteresti, o meglio non vorresti sentirti dire, e allora ogni “dovrebbe” diventa completamente superfluo e soggettivo.

    Lui fa le cose senza sapere il perchè! E si sorprende, sempre, del fatto che tu madre te ne stupisca pure.

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    Esperienze

    Saper disinnescare può essere la strada

    perfetti sconosciuti adolescenza

    “Però una cosa importante l’ho imparata. Saper disinnescare. Non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia.
    Non credo che sia debole chi è disposto a cedere, anzi è un uomo saggio. Le uniche coppie che vedo durare sono quelle dove uno dei due, non importa chi, riesce a fare un passo indietro. E invece sta un passo avanti”. Così recitava Marco Giallini in “Perfetti sconosciuti”, il film di Paolo Genovese, che nonostante volesse raccontare soprattutto di altro, introduce un tema sempre molto attuale e contemporaneo sulle relazioni di coppia e, a mio parere, sulle relazioni in generale.

    Saper disinnescare, non trasformare ogni discussione in una lotta di supremazia. Parole che poi, uscite dalla bocca di Giallini, sanno veramente di buono!!!

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    Donne di Cuore

    Donne di cuore: la libreria dietro l’angolo di Katia

    Per la nostra rubrica Donne di cuore, ospitiamo oggi Katia El Mogi, una bellissima donna con mamma italiana, papà egiziano, ed un fratello negli Stati Uniti, quindi con il nomadismo nel DNA. L’amore primordiale per il viaggio e le lingue straniere la portano a scegliere il Liceo linguistico e, successivamente, Lingue e Letterature Straniere all’Università. Comincia ad insegnare inglese a 24 anni in una scuola superiore privata, a 27 anni continua in un ente di formazione. A 34 molla tutto e cerca d’inseguire il progetto di una libreria: sia fisica che virtuale.

    L’abbiamo intervistata perchè crediamo che Katia sia una Donna di cuore, una donna capace di lasciare il certo per l’incerto, alla ricerca della realizzazione di un proprio sogno, nato e cresciuto nel tempo, e che ora necessita anche di essere coltivato.

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    Educazione

    Adolescenza: ma come ti vesti???

    adolescenza, ma come ti vestiI temi che riguardano quell’estenuante interessante periodo che va sotto il nome di adolescenza sono numerosi, talmente numerosi che abbiamo deciso di dedicare loro una rubrica. Nel trattarne alcuni in post passati, inciampiamo su un tema particolarmente caro all’adolescente, di quelli che catturano la sua attenzione per quasi la totalità delle ore giornaliere: l’abbigliamento, che chiaramente necessita di un capitolo tutto per sé. Quando ti avvicini ad essere adolescente, non si modificano drasticamente solo i modi di comportarsi, la comunicazione (Adolescenza qua la mano) e, purtroppo spesso, l’alimentazione (Adolescenza e alimentazione: istruzioni per l’uso), ma anche il modo di vestirsi. Tanto che non è raro che in casa mia la domanda/affermazione formulata più spesso verso l’Adolescente quando fa capolino sulle scale sia:

    Ma come ti vesti?????

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    Educazione

    Quando il cordone ombelicale fa… zac!

    Ti diranno che i figli non sono fatti per essere una proprietà del genitore, che devono essere liberi di andare, di spiccare il volo, di allontanarsi dal nido per farvi ritorno quando lo decidono loro, non quando lo vorresti tu. Ti diranno che non dovrai ostacolare le loro esperienze, la loro voglia di conoscere, le loro richieste di sperimentare il mondo. Ti diranno che dovrai smettere di fare la mamma chioccia, di fare strada per agevolare il loro passaggio, di essere sempre la guida da essere seguita per evitare loro di incorrere in pericoli od ostacoli. Ti diranno che dovrai smettere di sbaciucchiarli ad ogni piè sospinto, di tenerli in braccio anche se in piedi ormai diventa impossibile ma da seduti ancora ce la fai, di pettinarli un attimo con le mani prima che escano, di provare freddo tu per prima quando li vedi camminare per strada mezzi svestiti con -5 gradi in pieno inverno, di stare male per loro quando li senti litigare con l’amica o l’amico e vorresti intervenire per tranquillizzarli e coccolarli perchè di vederli soffrire non se ne parla proprio. Ti diranno che è ora di tagliarlo quel cordone ombelicale che vi ha tenuto uniti per 9 mesi…… ma loro non sanno che quei 9 mesi hanno significato tutta la tua vita.

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