Il coraggio di mettersi in gioco quando sei adolescente

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Adolescenza

Quando si è adulti certi comportamenti vengono agiti senza bisogno di molta meditazione, di retropensiero, sono spontanei e probabilmente frutto della propria esperienza; anche alcune scelte che si fanno appaiono leggere, scontate e naturali.

Ma quando si è adolescenti le cose non sono sempre così, e a volte ci dimentichiamo che per certi ragazzi alcune decisioni da prendere pesano come macigni sullo stomaco. Anche quando possono sembrare scelte banali.

Soprattutto quando sono scelte che presuppongo il mettersi in gioco.

L’adolescenza è un periodo difficile della vita, perchè sei scombussolato da emozioni che non conosci, o non ri-conosci e fai fatica a gestire. Perchè la tua identità non è ancora definita e a volte non sai chi sei, ma sai solo che vorresti essere diverso e magari più simile a chi hai intorno; perchè provi certe cose che non avevi mai provato prima, o ti comporti in certi modi che non ti sembrano appartenere. Spesso il tuo “Io” ruota intorno all’Io degli altri, ne è influenzato, a volte ne rimane schiacciato o intrappolato e si avvertono forti quelle sensazioni di inadeguatezza, di differenza, di in-differenza, di autosvalutazione, di inappropriatezza.

L’adolescenza per molti è un periodo della vita che mette a dura prova, e una della chiavi di lettura che cerco di darmi con i miei figli per tentare di essere di aiuto (anche non intervenendo), è ricordare come è stata la mia di adolescenza e provare a comprendere cosa mi faceva stare bene e cosa invece mi indisponeva.

Una cosa che ricordo di avere letto in un testo di Pietropolli Charmet è che l’adolescenza induce a mettersi in mostra, a diventare più visibili, ma nella apparente contraddizione che si sente una forza uguale contraria che porta a rimanere ancora invisibili per paura del giudizio: è proprio a questo proposito che mi è venuto in mente questo post, collegandolo alla annuale Sagra di Paese che ospita uno degli spettacoli più apprezzati e attesi da parte del pubblico. Il Pievolo Show.

Il Pievolo offre l’occasione a chiunque voglia farlo, e abbia un talento (canto, ballo, recitazione, mimo), di andare sul palco per dimostrare le proprie capacità di fronte al grande pubblico. Ma il Pievolo è anche qualcosa di più: è uno spettacolo senza particolari velleità, che consente a tutti, dai piccolini agli adulti, di superare una piccola grande paura, e di esibirsi davanti alla gente, divertendosi.

Se avete letto il post che avevo dedicato a suo tempo a questo spettacolo, saprete che da dieci anno collaboro nella realizzazione di questo spettacolo e da 5, ossia da quando lo presento anche io, mi sono data come obiettivo quello di appassionare i bambini a fare spettacolo, per stare insieme e far divertire il pubblico. Chiaramente mi piacerebbe preparare un “ricircolo” delle risorse e delle energie, perchè si sa che prima o poi occorre lasciare il passo alle nuove generazioni.

La cosa più faticosa è coinvolgere gli adolescenti, perchè o non si lasciano conquistare dall’entusiasmo (e fidatevi che  ce ne metto parecchio!!!!), oppure sono visibilmente combattutti tra il desiderio di fare e quello di scappare (per paura di fare brutta figura, del “cosa ne penseranno i miei coetanei”, prenderò dello sfigato, mi rideranno dietro perchè faccio ancora cose da bambini ecc. ecc.).

Ma quando c’è anche solo uno spiraglio di voglia di mettersi in gioco, è lì che l’adulto ha un ruolo importante secondo me, per motivare, supportare, spronare e aiutare a realizzare un progetto. Sono felice che anche quest’anno diversi adolescenti, a dispetto di altri loro coetanei, abbiano avuto la forza e il coraggio di mettersi i gioco, di prendere il toro per le corna e di dare ali ad un desiderio di potersi cimentare su un palco per allietare una serata a genitori, parenti, amici e perfetti sconosciuti. Per venire a patti con se stessi e vincere ancora una volta, passo dopo passo, una paura, alla fine della quale raggiungere un altro grande, grandissimo pezzo di autonomia, indipendenza e sicurezza.

Sono contenta che questi ragazzi stiano decidendo, anche un pò attraverso il Pievolo, di prendere in mano la propria vita e viverla, non lasciandola vivere a qualcun altro che decide per loro. E a questi ragazzi (e quindi alle mie figlie e nipoti) voglio dire:

CHI DECIDE DI FARE dimostra un gran CORAGGIO, perchè non lo fa per gli altri, ma lo fa per sè, per la propria crescita. Le critiche arriveranno comunque, ma voi prendete solo quelle costruttive, quelle che vi servono per migliorarvi, che vi fanno vedere cosa non ha funzionato e cosa potrebbe invece funzionare meglio; quelle che servono solo a demolire, soprattutto fatte da chi non si mette in gioco, prendetele e soffiatele via. Non lasciatevi condizionare e influenzare, siate fieri di quello che fate, orgogliosi per la forza che dimostrate e felici per il sorriso che aiutate a far venire sulle labbra delle persone. Far sorridere, far applaudire, far brillare gli occhi delle persone è una cosa bellissima ed è un traguardo difficilissimo da raggiungere.

E ogni volta che deciderete di volerlo fare, io sarò lì a darvi tutto l’aiuto che mi chiederete!”

firma_Sara

 

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