Ascoltando il grande fiume Po

10393795_10204353115861595_1289107015818534190_nNovembre 2014: in questi giorni le notizie si rincorrono nei telegiornali locali, sui quotidiani e nel web e il grande protagonista, l’attore indiscusso, di tutto questo gran fermento e di questa grande attenzione nazionale è il nostro grande fiume Po. Sono i giorni della piena, i giorni delle evacuazioni e delle chiusure precauzionali di strade, di scuole. Sono i giorni in cui il grande fiume ci sta parlando.

strada a lido Po sommersa
La strada per il lido “ingoiata” dall’acqua

Per noi che abitiamo a ridosso del fiume Po, lungo i suoi argini maestri o nei paesi immediatamente vicini, non è la prima volta che viviamo in prima persona questo spettacolo naturale che ha dell’incredibile e che fa nascere emozioni contrapposte e forti in egual misura: la paura e lo stupore, l’ansia e la meraviglia, l’agitazione e la richiesta di silenzio, la necessità di mettersi in ascolto.

golena allagata
Golena allagata, spuntano le cime dei pioppi

E se potremmo perdere ore nel raccontare quello che ogni giorno ci riserva la trasformazione dei paesaggi, questo è un blog che narra di bambini ed è su di loro che si fermano i nostri occhi e le nostre orecchie quando increduli e spontanei fanno domande sul fiume, o si incantano a guardarne le movenze e l’imponenza.

golena e arginino
Argine della Cinta Bacchi,nel ’94 ha rotto, poi è stato rinforzato

I bambini sono meravigliosi: sanno sdrammatizzare in modo ingenuo e inconsapevole momenti che da adulto vivi con ansia o con trepidazione, riportandoti in una dimensione di realtà della quale magari avevi perso i contorni; ma allo stesso tempo ti rivolgono domande ed interrogativi estremamente lucidi e razionali su ipotetiche conseguenze che potrebbero esserci in relazione ad una eventuale (quanto scongiurata) esondazione.

A spasso sull'argine
A passeggio sull’argine maestro a pochi centimetri dall’acqua

Loro osservano con occhi enormi quanto sta accadendo: l’acqua che ha invaso la camminata fino al lido, i pioppi completamente a “bagnomaria”, i sentieri una volta percorribili in bici o a piedi di cui non si vede neppure più l’ombra…. per poi chiederti rassicurazioni rispetto a quello quello a cui tu adulto rifiuti anche solo di immaginare, a cui non vuoi nemmeno pensare. “E se il Po viene fuori, la nostra casa va a bagno? E il divano? E il nostro giardino?” oppure ancora: “Ma sei sicura che sotto tutta quell’acqua ci sia ancora la strada? Ma perchè è venuto fuori dal letto?“, “E noi cosa facciamo?”.

I cittadini sono sull'argine a monitorare il fiume, le giostre sono meno interessanti
I cittadini sono sull’argine a monitorare il fiume, le giostre sono meno interessanti

Le domande dei più grandi, invece, diventano molto precise e si attendono risposte altrettanto esaustive e particolareggiate, che rielaborano confrontando le informazioni che sentono dai telegiornali, dalle maestre o dalle esperienze di chi racconta l’evacuazione. “Ma l’argine è piccolo, reggerà?” ” E se le nutrie fanno i buchi come si riparano?”.

Sono già quattro gli anni in cui il Po ci ha fatto paura e ci ha parlato: nel 1994, nel 2000, nel 2002, quando i nostri bimbi non erano ancora nati, e oggi nel 2014. Nel tempo ha sempre “avvisato” i suoi abitanti della sua forza ed imponenza: in passato ai nostri nonni o i nonni dei nostri nonni, oggi a noi.

Lui c’è sempre stato e ogni tanto fa sentire e vedere la sua potenza e ci ricorda che il re incontrastato è lui. Nostro compito è tramandare ciò che ci sussurra scorrendo lento o impetuoso, in modo che i nostri figli imparino a comprenderlo e soprattutto a rispettarlo: questo è tutto ciò che il Grande Fiume ci chiede e che negli ultimi anni, forse, non abbiamo ricordato.

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