Zuppa di cicerchie Emilia per l’Umbria

cicerchieIo amo le zuppe, tanto quanto ho odiato il minestrone da piccola, quella minestra che mamma ci propinava perché faceva bene e per educazione si doveva finire tutta oppure a letto, e poi perché i bimbi muoiono di fame (ma il minestrone se vogliono glielo porto pure a piedi eh)..vabbé trasgressione a parte..

Io amo le zuppe!! 

Mi piacciono le vellutate e le zuppe di qualsiasi tipo di legume, ma devo ammettere che non avevo ancora provato le cicerchie.
Ne avevo sentito parlare, ma non avevo ancora avuto l’occasione di provarle, e quale migliore occasione se contemporaneamente posso anche aiutare i produttori in difficoltà a causa del terremoto? Non sono i bimbi che muoiono di fame, ma sono piccoli produttori che stanno cercando di superare con mille difficoltà un brutto momento sociale ed economico, così come abbiamo provato noi sulla nostra pelle dopo il terremoto del 2012 in Emilia. L’iniziativa si chiama Emilia per l’Umbria e propone molti prodotti che arrivano direttamente da piccoli artigiani delle zone più colpite dal terremoto. Nel sito potete vedere le loro condizioni e leggere la loro storia. Con un piccolo contributo che parte da 10€, quindi alla portata davvero di tutti, li si può aiutare portando a casa prodotti di qualità!

Emilia per l'UmbriaIo ho scelto i legumi!

La zuppa che ho fatto è mooolto semplice, del resto non è detto che il cibo più è elaborato più è buono!!! Sia per il gusto che per la salute, meno si lavorano le materie prime più si hanno soddisfazioni!

Ingredienti:

  • 500 gr di cicerchie secche
  • 1 cipolla
  • 2 patate
  • aglio
  • erbe aromatiche, per me alloro salvia e rosmarino
  • olio
  • sale
  • acqua
  • crostini di pane

Le cicerchie vanno tenute in ammollo per un giorno intero, quindi preparatele la sera prima; l’acqua come per tutti i legumi va cambiata diverse volte, io la cambio prima di andare a letto, al mattino prima di andare al lavoro, ma se riuscite meglio cambiarla anche 3/4 volte, alla fine sciacquatele bene.
Schiacciate l’aglio, tritate la cipolla (se vi piace anche un po’ di sedano e carota) e tagliate a dadini le patate.
A questo punto io prendo la mia fidata pentola a pressione, che per chi come me lavora tutto il giorno è una vera manna dal cielo, visto che dimezza i tempi di cottura. Se non l’avete, fate gli stessi passaggi, ma raddoppiate i tempi di cottura.
Faccio insaporire un pò d’olio nella pentola con l’aglio, quando è appassito lo tolgo e aggiungo la cipolla, come per fare il normale soffritto, naturalmente l’aglio non è indispensabile. Appassita la cipolla aggiungo patate e cicerchie, copro con l’acqua e aggiungo le erbe, meglio legate con lo spago in un mazzetto per poterle togliere più facilmente. L’acqua nella pentola a pressione non deve superare il livello segnalato sulla parete, però io aggiungo tanta acqua per raddoppiare il livello delle parti “solide”, non so se mi sono spiegata, ma considero che i legumi asciugano molto, quindi se ad esempio uso una tazza di legumi metto 2 tazze di acqua.
A questo punto tappo bene la pentola e conto un’ora di cottura dal fischio. Per chi non ha la pentola a pressione è meglio se si aggiunge acqua calda (io la scaldo nel bollitore per far prima), cuocere 2 ore controllando che non si asciughi.
Non aggiungo mai sale quando cuocio i legumi se non a fine cottura per non indurirli, inoltre le erbe aromatiche servono per renderli più digeribili (segreto delle nonne).

Trascorso il tempo apro con cautela la pentola e salo quanto basta. Servo con un filo d’olio, magari umbro, e con i crostini di pane tostati.

Buon appetito e tanta fortuna a chi sta ancora cercando di rialzarsi, in bocca al lupo!!

PS le cicerchie possono essere tossiche se mangiate in grani quantità e in esclusiva, ma sicuramente non sarà il caso nostro, basta non mangiarle tutti i giorni e siamo a posto 😉

 

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