Unendo le lettere, faccio una parola!

Iniziare a leggere

Capita spesso di sentirmi dire: “Ormai con tre figli, sarai abituata a tutto e non ti stupirai più di nulla!” e io sorrido, rispondendo…..provare per credere!

Credo in effetti che mi appartenga molto la capacità di sorprendermi rispetto alle cose, alle situazioni, a ciò che vedo, sento o in generale a cui vengo in contatto. Ma avevo già capito durante i miei studi che il mondo dell’infanzia, il mondo dei bambini, mi affascinava in modo del tutto naturale, stimolando ancora di più la mia tendenza allo stupore.

Quando arrivo al momento in cui il cucciolo di turno è nella fase dell’apprendimento delle lettere dell’alfabeto, le mette insieme e compone delle frasi, la meraviglia mi prende e mi porta lontano. Ogni volta, come fosse la prima volta.

Ogni bimbo è a sè, ogni figlio è un’esperienza diversa dalla precedente e dalla successiva. Ognuno di noi è genitore in modo diverso da una volta all’altra, da un figlio all’altro, anche se pensiamo di essere sempre stati gli stessi e di non essere cambiati mai. E’ la relazione tra genitori e figli che fa la differenza e, modificandosi uno dei due elementi della relazione, quest’ultima può modificarsi. E’ chiaro quindi che pur vivendo apparentemente le stesse situazioni, le stesse esperienze, le stesse immagini, saranno sempre e comunque differenti. Per questo motivo mi fa sorridere chi pensa che non ci si possa più stupire di fronte a qualcosa di già visto o vissuto.

COMPORRE PAROLE, CHE SODDISFAZIONE!!!

L’immagine che ho oggi di fronte a me è di un bimbo che qualche mese fa a mala pena sapeva scrivere il suo nome e cognome (un mezzo miracolo considerando che parliamo di 19 letterine!!!), ed oggi prende in mano un libro e mette insieme le lettere per dare loro il senso di una parola. E lo fa di giorno in giorno in modo sempre più autonomo e sempre più consapevole.

Mi stupisco quando andiamo in giro e ovunque siamo lui si ferma, si immobilizza, fissando in un punto oltre il suo naso, riproducendo a bassa voce la scansione di ogni singola lettera per ripetere la parola intera a gran voce: B…BA…MBI…NO….BAMBINO!!! Alle mie orecchie come se fosse per lui un successo enorme, per lui proprio perchè E’ un successo enorme.

Mi stupisco quando, la sera a casa, ci sediamo sul divano come sempre l’una accanto all’altro, e lui mi porta un libro che non mi chiede più di leggere per lui, ma di essere lui a leggere a me. E qui oltre allo stupore, arriva anche un po’ di malinconia per non essere più io la custode di questo rituale che nel tempo ha coinvolto tutti i miei figli e nello stesso modo ha modificato la sua stessa natura. Ora leggo loro in momenti meno strutturati, meno frequenti, pur se ugualmente con lo stesso interesse e la stessa convinzione di una volta. Solo che non me lo chiedono praticamente più…

Chiaramente ormai non sono più io la sola depositaria della magia della lettura, e di questo sono felice, perchè ognuno di loro potrà abitare nuovi mondi, incontrare nuovi amici, vivere storie così come quando lo faceva per mezzo della mia voce.

Mi stupisco del suo stupore. Ogni conquista è veramente una soddisfazione, un aumento nella propria autostima, una conferma di possibilità, di riuscire, di essere capace. E’ perdermi nello sberluccicare dei suoi occhi, che mi chiedono approvazione, che mi interrogano per raccogliere condivisione di un risultato raggiunto. E per me è meraviglia assoluta: adoro essere partecipe di ogni suo traguardo, perchè capisco che sta crescendo e che sta pian piano scomprendo le sue capacità, le sue risorse e si sta facendo protagonista del suo futuro.

Mi stupisco a pensare che tutto questo non mi rattrista, anzi mi rende ogni giorno più grata per le possibilità e la fortuna che sono state loro concesse fin dalla nascita, per nulla scontate.

Mi stupisco a pensare che non vedo l’ora che arrivi stasera, per accoccolarmi sulle sue piccole gambe e farmi cullare in suoni tanto stentati quanto immensamente dolci.

 

 

 

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