Una splendida gita in Valsugana

bimbo cascata

Oggi ci viene a trovare una nostra super AmicaMamma, Elisa, una vera e propria amante dei viaggi, una donna che di mondo ne ha visto da sola, in coppia, e poi con i suoi due bambini. Lei ci piace molto perchè è una donna semplice, curiosa, coinvolge nei viaggi (che fa anche da sola con loro) i suoi figli con racconti e anedotti, è adattabile e molto sorridente. Ci piace il suo approccio al viaggiare: studia i percorsi, formula itinerari, trova soluzioni spesso low cost, per poi cambiare tutto se l’attenzione viene attirata da qualcosa di non preventivato all’inizio.

Insomma, l’abbiamo nominata a tutti gli effetti la nostra AmicaMamma collaboratrice!!!!

Ecco quello che ci ha raccontato!

Sull’onda dell’entusiasmo di Sara & C. che la scorsa settimana sono stati al Rifugio Segheria, anche noi ci siamo lanciati nel trekking con bambini (nel nostro caso una ragazzina di 11 e un maschietto di 5). La nostra intenzione era quella di abbandonare la calura della bassa per trovare refrigerio in mezzo alla natura, nonché di divertirci insieme come famiglia!!!

Per prima cosa abbiamo cercato online percorsi di trekking fattibili con bambini e abbiamo scoperto che la Valsugana ne offre una buona serie. Tra le varie opzioni trovate sul sito Visitvalsugana, abbiamo scelto quella che ci avrebbe permesso di camminare vicino ad un torrente (il Grigno nello specifico), cosa che ai miei figli piace molto.

Il percorso si chiama:”Passeggiata Forra di Sorgazza-Cengello”, richiede circa tre orette di camminata per quasi 9 km di lunghezza e parte dalla chiesetta di Val Malene vicino a Pieve Tesino.

cartinaMercoledì 27/7 mattina siamo partiti pronti per affrontare questa piccola-grande avventura, consapevoli che probabilmente nostro figlio di cinque anni, non abituato a lunghe passeggiate, avrebbe venduto cara la pelle!!!! E ci avrebbe fatto penare un pò’!!!

Rispetto al nostro punto di partenza (provincia di Reggio Emilia), servono due orette e mezzo per arrivare a destinazione con l’auto (autostrada del Brennero fino a Trento nord poi si supera il lago di Caldonazzo, infine si prende per Pieve Tesino), ma appena si arriva ci si rende conto di essere in un altro mondo visto che ci si ritrova circondati dai monti, dal verde e immersi nel fresco.

cascatelleAbbiamo lasciato la nostra auto nel parcheggio di una struttura estiva dedicata ad Alcide De Gasperi (natio proprio di Pieve Tesino), abbiamo indossato le nostre scarpe da trekking o da ginnastica, preparato gli zaini con maglioncini e acqua e, dopo aver chiesto qualche indicazione, ci siamo incamminati lungo una strada sterrata.

Devo dire che l’inizio di questo percorso non è ben segnalato e solo la cortesia locale ci ha fatto capire che avevamo preso la giusta direzione (ndr. Elisa non si scoraggia mai, ha viaggiato per mezzo mondo ed è una persona estremamente adattabile e molto orientata all’avventura!!!!).


bimbiLa camminata inizia in modo molto tranquillo
, in piano e costeggia il campeggio della Val Malene; poi si attraversa il torrente Grigno su un piccolo ponticello e si arriva in una coltivazione di fragole. A questo punto (come già immaginavamo), sono iniziati i primi problemi (era tutto troppo bello per essere vero!!!). Mia figlia ha cominciato a dire che il  percorso era troppo noioso, che le faceva male una gamba, un dito, un orecchio (no l’orecchio l’ho aggiunto io)!!! Ovviamente suo fratello non poteva solo ascoltare e ha voluto aumentare il carico, informandoci  che lui non avrebbe più proseguito a piedi…solo in groppa al papà! Insomma il percorso che ci aspettava era in salita non solo in termini altimetrici!!!  Per fortuna tra un racconto sugli animali del bosco, la ricerca di qualche lampone e la vicinanza del torrente (che proseguendo si fa sempre più grande e bello), le cose hanno iniziato a girare nel verso giusto e la nostra marcia si è fatta più piacevole e sostenuta.cascatelle e bosco

 

La prima parte (45 minuti per noi) di questo percorso può proprio definirsi una passeggiata perché si cammina su una strada sterrata in pendenza, ma senza grosse difficoltà. La seconda parte invece è molto più impegnativa e spettacolare. All’improvviso si comincia a salire lungo il bosco, una salita abbastanza ripida ma più che fattibile dai bambini. Da questo punto in poi per i miei figli è iniziata la vera avventura, una vera impresa alla James Bond (come dice mio figlio): radici di alberi che fanno da gradini,massi di granito da scavalcare, ortiche da evitare, funghi strani da scrutare e soprattutto la vista su bellissime cascate.

 

torteAll’inizio del percorso sembra quasi impossibile che quel piccolo torrente possa regalare un tale spettacolo e invece…WOW!! La strada continua a salire senza sosta tra canyon di granito, cascate e un’arietta fresca molto rigenerante. Per arrivare al nostro punto di ristoro, la Malga Sorgazza, abbiamo impiegato in tutto due orette e mezzo. E’ stata una gran soddisfazione per tutti avvistare questa piccola malga, anche perché ormai erano le 13 e le nostre pance cominciavano a brontolare. Dopo una doverosa tappa al bagno ci siamo lanciati su zuppe, salumi e formaggi e ovviamente su una polenta tipica della Valsugana. Ah dimenticavo…strudel e torta al cioccolato. Insomma non proprio il pasto perfetto per camminare altre due ore e mezzo, ma in definitiva noi eravamo lì per spassarcela…non siamo certo dei professionisti!!!

 

ponticelloGiusto per digerire un attimo abbiamo fatto un giretto nei dintorni della malga, gestita, pensate un po’, da un nostro compaesano (e dalla moglie trentina)…com’è piccolo il mondo!!!!

Per chi fosse interessato è possibile parcheggiare anche qui alla malga e prendere altri percorsi più o meno impegnativi che portano a laghetti glaciali molto affascinanti. 

Per la prossima gita noi ci siamo lasciati tentare dalla passeggiata che porta al lago di Cima d’Asta e alle marmotte (tre ore di camminata che per noi diventano 4 come minimo e altre 4 a tornare), una salita continua ma lieve lungo la strada che i carri armati percorrevano durante la prima guerra mondiale. Qui alla malga, a 1450 m di altitudine, abbiamo trovato anche un piccolo cimitero dedicato ai giovanissimi soldati morti circa cento anni fa.

rinfrescandosiDopo il relax siamo ripartiti per ritornare alla nostra auto. Direi che la discesa è stata forse più faticosa della salita perché bisogna stare sempre attenti a non scivolare. Ne abbiamo approfittato per guardare alcune cascate dalla parte opposta del torrente nonché, nella parte terminale, per bagnare i nostri piedi nel Grigno. Bellloooooo ehhhh…però acqua a 7 °C.!!! Dopo altre due ore e mezza siamo arrivati alla macchina, stanchi, sporchi e poco profumati, ma molto molto soddisfatti.

Devo ammettere che dopo qualche incertezza iniziale i bimbi sono stati veramente molto bravi. Quindi questa gita merita un bel 9 (sarebbe un 10 se ci fossero più indicazioni all’inizio). Non vediamo l’ora di rifarlo e se siamo riusciti noi, vuol dire che è proprio una gita adatta alle famiglie!!!!!

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