Una gita speciale al monte Baldo

paesaggioAi miei bimbi piace molto andare in montagna per sentieri e rifugi. Con il papà e il nonno vanno spesso anche a fare gite in giornata. A volte andiamo anche io e Caterina, ma finchè abbiamo la scusa che lei è piccola per fare gite lunghe la sfruttiamo per passare qualche ora tranquilla “fra donne” 😉

Lo scorso fine settimana è stato davvero speciale e diverso dalle solite gite.

Era da molto tempo che il rifugio Damiano era nell’agendina delle mete, con un nome così non poteva mancare nel carnè (Damiano è il nome del mio secondogenito), ma quando abbiamo saputo che sabato sera era in programma una cena tibetana con la presenza di un monaco, perchè non prendere due piccioni con una fava, anzi tre, visto che dormire al rifugio è così eccitante!!

rifugio_nebbiaLa pianificazione è stata faticosa, incastrare tutti gli impegni e gli orari, preparare gli zaini con i cambi e i sacchiletto per la notte, Piatto tipico tibetanodividendo i pesi per 3, visto che anche i bimbi devono dare un aiuto in base alle loro capacità.

Poi finalmente si è partiti, dopo la dottrina del pomeriggio: tanto la prima tappa era direttamente al rifugio Damiano, sul monte Altissimo della catena del monte Baldo, per cenare e dormire, per cui c’è voluta circa un’oretta di camminata. C’è anche da dire che se fosse arrivato il buio le lampade frontali sono così divertenti da usare, e il sentiero non è impegnativo o pericoloso…

Come potete vedere dalla prima foto la nebbia è stata protagonista, quindi niente tramonto rosso, ma tutto grigio uniforme. Sono arrivate tantissime persone fino a tardi, quando ormai il sole era tramontato da un po’. La cena è stata a base di piatti tipici tibetani e sia bimbi che adulti hanno gradito molto, tranne la salsina piccante che a Damiano proprio non è piaciuta.

il monaco tibetano, Janchup SopaIl monaco si chiamava Janchup Sopa ed è in Italia da circa 3 anni, dove è ospite dell’Associazione Piccolo Tibet, è esperto di medicina tibetanacure tibetane e durante la serata ha dato qualche dimostrazione a chi lo avesse voluto: ai bimbi è rimasto impresso come scaldava le ampolle per “appiccicarle” sulle persone, per curarne i vari dolori…. i volontari, come si vede dalla foto, non sono certo mancati!!!

Poi hanno proiettato delle diapositive.

Penso che ai bimbi conoscere persone che vengono da lontano, con abitudini, cultura e cibi diversi sia molto importante per “aprire la mente” e capire i punti di vista degli altri e sviluppare una buona intelligenza emotiva.

Dopo una giornata così pesante era ora di andare a dormire, dormendo al rifugioe nonostante fossero stanchi, l’eccitazione per essere al rifugio ha avuto il sopravvento e inforcata la frontale hanno letto comodamente coricati nella loro branda, ad un braccio dal cielo.

La giornata successiva è iniziata con una abbondante colazione, non vi faccio vedere le foto dei panini enormi.. al rifugio non sono solo molto bravi a cucinare, ma sono stati anche gentilissimi e per i bambini il trattamento è stato di vero riguardo! Il rientro naturalmente non è stato diretto, che montanari sarebbero..un’ora di salita e mezza di discesa.. Intorno al rifugio gli scorci interessanti non mancavano: la chiesetta, la croce, i resti delle trincee delle vecchie case degli ufficiali…. I percorsi non sono nè impegnativi nè lunghi e i bambini non si sono stancati, e si possono percorrere anche in inverno con la neve, naturalmente adeguatamente attrezzati.

Quindi se volete fare un giretto con i vostri bimbi, anche se non ci sarà il monaco, ne vale la pena lo stesso!!

Intanto ecco alcunee foto che hanno fatto i bimbi.

firma_Monica

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