Una casa che parla di figli

Recentemente ho visto il video dei nostri amici Elisa e Luca di Miprendoemiportovia in cui aprivano le porte del loro appartamento per farci entrare a visitare i luoghi e le stanze (oltre che gli oggetti) che più parlano di viaggi. Il video si concludeva chiedendo a noi, che lo stavamo guardando, quale stanza della nostra casa parlasse più di viaggi e così ho riflettuto e ho risposto che a casa nostra non c’è una stanza che racconta di viaggi veri e propri, ma del viaggio più bello che abbiamo iniziato a fare 14 anni or sono e che nel frattempo si è triplicato: il viaggio di essere genitori.

Come probabilmente è presumibile che sia, la nostra casa parla di figli, trasuda proprio della loro presenza (a volte diciamo pure che ne è sopraffatta!!!!).

Non siamo quello che si può definire una coppia di viaggiatori, non lo siamo mai stati nel senso letterale del termine, anche se entrambi amiamo girare, conoscere posti nuovi, ma per motivazioni decisamente differenti. Mentre il papi lo fa più per staccare la spina, prendersi un po’ di tempo da dedicare alla famiglia totalmente, io lo faccio per curiosità, per conoscere, visitare, vedere, incontrare persone. Per me il viaggio non contempla il riposo e il relax, il vero viaggio mi fa tornare a casa probabilmente più stanca della partenza, ma molto più ricca e stimolata e con l’immediata voglia di progettare e ripartire (a questo proposito potete leggere La mia idea di vacanza? In viaggio).

Con la nascita dei bimbi, le occasioni per viaggiare si sono parzialmente ridotte (più per pigrizia organizzativa ed impegni dei ragazzi che altro), ma ci siamo sempre ritagliati del tempo per viaggiare con loro, perchè il viaggio con i bimbi è un’esperienza amplificata esponenzialmente alla terza, per i 3 paia di occhi in più che osservano il mondo in un modo decisamente personale (anche se decisamente più impegnativa e faticosa!!!!).

LA NOSTRA CASA PARLA DI FIGLI

casa e bimbi

La nostra casa narra di figli, ogni stanza descrivere la loro presenza e mi piace che sia così. Non è una casa da copertina patinata, è disordinatamente ordinata (il papi dice disordinata punto!), ed è impossibile non cogliere la presenza dei bambini, seppur ognuno di loro abbia un luogo in cui potersi rintanare e la grande utilizzi gli spazi decisamente in modo diverso da qualche anno fa (ricordate che siamo in piena adolescenza vero??). Tuttavia, tutti amano trascorrere il loro tempo negli spazi trasversali della casa, quelli in cui c’è passaggio, quelli in cui si sentono i vociare dei fratelli, le urla richieste della mamma, le pentole che borbottano, il ferro da stiro che svapora, la doccia che sgocciola. E’ una casa piena di fotografie di bimbi, ed ognuna di esse racconta un ricordo, un luogo, una situazione, un emozione. Foto delle bimbe nei mari che abbiamo conosciuto, alle gare di ginnastica artistica, foto di esibizioni e di coppe, foto di fratellanza, di conquiste, dei primi camminamenti, di attimi significativi. E di anno in anno le foto si spostano, e ne compaiono di nuove. La casa si modifica seguendo la crescita dei suoi abitanti. Alcune foto rimangono a segnalare la memoria e il ricordo, altre si inseriscono a ricordare nuovi traguardi raggiunti e nuove mete da conquistare.

E poi ci sono i giochi: giochi, giochi dappertutto. Giochi in sala (seppur relegati in angoli possibilmente nascosti), giochi nel sottoscala, in corridoio, in bagno, giochi sul soppalco (nato per essere il mio studio con la mia tanto desiderata libreria e trasformato in sala giochi!!!!), giochi nelle camere da letto, nello studio musicale del papi, in garage e in mansarda. Giochi dappertutto. E anche in questo caso la visione di noi due genitori è diametralmente opposta: per me i giochi fanno divertimento, sanciscono momenti della crescita dei bimbi, sono testimonianza della loro presenza, li spaccio fin per pezzi di arredo; per lui invece sono caos, disordine, ingombro e potenziale raccolta di polvere.

Insomma adoro la mia casa perchè racconta di quello che più mi sta a cuore al mondo, racconta di loro, dei nostri figli, di quello che erano e sono, e di loro con noi.

Forse per questo spesso mi accorgo di ritrovarmi a fissare quei giochi e quelle foto balzando indietro di anni, risucchiata da una piacevole nostalgia  e dal ricordo, e forse per questo motivo non immagino la mia casa diversamente da come la vivo oggi.

 

4 Comments

  1. marilisaviaggiatorinatiit

    Anche la nostra è invasa da Andrea, la sua presenza si avverte ovunque e non solo nella sua camera da letto, anche nella nostra, in salone, in cucina e persino nel bagno…e niente amo vivere circondata da tutte queste cose che mi parlano di lui e di quello che siamo diventati grazie a lui: una famiglia!

    1. Anche io adoro la presenza dei bimbi in casaaaaaaaaaaaaaaa…..e quando non ci sono mi soffermo a guardare le loro tracce! Certo ogni tanto mi piacciono le”case da copertina”, ma tanto da me durerebbero il tempo di uno sternuto!!!!! 😉

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