Un gita nel nostro appennino reggiano: rifugio Segheria

triomontagna

Andare in collina tra adulti mi è sempre piaciuto moltissimo, perchè è un momento che prendo con me stessa e che “uso” per affrontare i miei limiti e cercare di superarne qualcuno; ma devo dire che andarci in famiglia e in compagnia ha un sapore che sa di buono e che ti fa vedere i tuoi cuccioli attraverso lenti nuove e, purtroppo o per fortuna, ti fa accorgere di quanto stiano crescendo.

Domenica 31 luglio siamo arrivati al Rifugio Segheria dell’Abetina Reale, a Civago (RE), ed è stata veramente una bella gita, che ci serviva per sperimentare i nostri piccoli esploratori di 4-5-6 anni! E forse serviva un pò anche a noi gruppetto di genitori-amici che ama stare insieme in compagnia!!!!!

Come potete leggere anche da web,  il rifugio è situato nel cuore dell’Abetina Reale, zona posta sul confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, delimitata dal massiccio del Monte Prado (mt.2054).

Prende il nome dall’antica segheria costruita alla fine del XV secolo dal Ducato Estense e rimasta in funzione fino alla fine degli anni sessanta (informazione che anche per me era del tutto ignota!!!).
Grazie alla sua posizione strategica, il rifugio si presta come punto tappa per escursioni sia sul versante toscano che su quello emiliano, di percorsi più o meno impegnativi. E’ inoltre inserito sulla Ciclopista-Ippovia del Gigante, percorso che attraversa l’intero crinale da est a Ovest. Non per niente di cavalli se ne sono visti parecchi, con grande stupore dei nostri bimbi che decisamente non se l’aspettavano!!!!!

Verso il Rifugio Segheria
Verso il Rifugio Segheria

Per noi della Bassa arrivare a Civago per iniziare la “spedizione” comporta un viaggetto di circa 2 ore, per cui non è propriamente comodo, visto che si tratta per una buona oretta di strade curvilinee e tornanti. Diciamo che più che una “passeggiata di salute” è un “viaggio della speranza” tra vomiti e nauseee…..ma ce l’abbiamo fatta!!!!

Siccome era una gita con poche velleità sportive, siamo partiti decisamente con comodo per arrivare a Civago alle 11!!!! (lo so, lo so, i veri montanari stanno storcendo il naso e sgranando gli occhi perchè non si parte ad orari così assurdi per salire in camminata, ma vi avevo anticipato che l’abbiamo presa in scioltezza!!!!).

Armati di scarponcini da trekking, zainetti e tanta curiosità, siamo partiti dalla località “Case di Civago” e abbiamo seguito il sentiero Cai 605, con tempo percorrenza stimato di un’ora per arrivare al Rifugio Segheria.

Il sentiero non è per nulla difficile, considerando che la stagione non comporta pericoli dovuti a scivolamenti perchè era tutto molto secco; certo è che sono sentieri comunque pieni di sassi e rocce spigolose per cui l’attenzione deve sempre essere massima.

I grandi li abbiamo visti praticamente alla partenza per ritrovarli al Rifugio: non si sa come ma loro nascono umani, per trasformarsi in montagna in provetti stambecchi, saltellando da una parte all’altra dei sentieri con buona pace di ginocchia, caviglie e muscolatura varia! Ah, beata gioventù!!!!!

I piccoli invece sono stati motivati con pretesti variopinti: dalla narrazione di storie e storielle sui boschi, alla “caccia alle strisce bianche e rosse” sugli alberi, al “dai che guardiamo se troviamo castagne!!” (ovvio che in questo periodo non ci sono, ma loro non lo sanno!!!!hihihihi!!!!), per arrivare ad elargire ogni 100 mertri un piccolo cadò-caramella energizzante (per lo spirito, non certo per il loro corpo!!).

Fatto è che alla faccia del tempo stimato di 1 ora, alle 13 eravamo su!!!! Sapevamo che ci avremmo messo più del tempo previsto, per cui l’abbiamo presa decisamente con molta filosofia! Mooooooooooooltissssssima!!!!!!!

Il Rifugio è accogliente, con tavolate per mangiare sia all’interno che all’esterno, cordialità da parte del personale e disponibilità di alcuni giochi di società per far trascorrere il tempo ai piccoli esploratori, che peraltro non si sono potuti avvantaggiare (Alleluia!!!!) della tecnologia, perchè praticamente per tutta l’escursione i telefonini non prendevano!!!!! Inoltre c’è tantissimo spazio circostante per picnic, per giocare, per rilassarsi e stendersi.

Ci sentiamo di consigliare di attrezzare almeno un punto pianeggiante con qualche playground: sarebbe veramente il top, visto che fin lì i piccoli possono arrivare abbastanza comodamente (e comunque se non a piedi, tramite la forestale con l’auto)!

La compagnia in Rifugio
La compagnia in Rifugio

Il nostro gruppo conta normalmente di 5 famiglie, a cui ieri se ne sono aggiunte altre due per arrivare ad un totale di 30 componenti (abbiamo tutti una nutrita squadra di bimbi a coppia!!!). La numerosità comporta sicuramente vincoli (orari, tempi, ritmi, aspettative, esigenze diversi) ed opportunità (compagnia, chiacchiere, risate, condivisione) per gli adulti, mentre per i ragazzi soprattutto un sacco di vantaggi.

In effetti, dandosi come obiettivo quello di raggiungere il rifugio, la gita di ieri non ha subito particolari contraccolpi, considerando i tempi lenti che ci hanno accompagnato per tutta la giornata. Ma è pur vero che una volta ogni tanto seguire le pulsazioni del cuore, e non quelle della ragione, può aiutare a trovare maggiore rilassamento e assaporare meglio quello che ti circonda. Per una come me, elettrica e particolarmente orientata al “fare”, la dimensione dello “stare” è maggiormente faticosa da mantenere, ma credo che ogni tanto serva, soprattutto quando la compagnia è variegata e ognuno diverso nel suo modo di approcciare la giornata. E di risate ce ne sono state tante!!!!!

La cosa bella è che abbiamo fatto il battesimo della montagna e ogni volta sarà una famiglia ad organizzare il giro, e quando toccherà a me………. (sorriso sornione, mani che si sfregano, risata sardonica….)!!!!!!

firma_Sara

 

 

 

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