Sceglierei di essere mamma ancora…nonostante gli 8 punti

essere mamma, Sofia Annalisa e Francesco

Vi è mai capitato di sentirvi dire, dopo che siete diventate mamme, che vi siete arrotondate (a parte chiaramente nella circonferenza addominale, ma quello non lo considererei propriamente un complimento!!!), siete più accomodanti, meno spigolose, siete più concilianti, più cordiali, meno centrate su di voi e anche più affascinanti (vabbè, questo mettiamolo dentro anche se percentualmente non è la constatazione più frequente!!!)???

Io devo dire che da quando sono mamma mi sento decisamente migliore e, nonostante (o partendo da) l’analisi che leggerete, vi dico perchè sceglierei di essere mamma ancora.

Vi elenco i punti che secondo me distinguono la fase pre-mammesca da quella decisamente mammesca. Solo apparentemente potrà sembrarvi sbilanciato più su una dimensione che sull’altra, ma vi assicuro che nonostante tutto, quando sei mamma dimentichi (quasi) come stavi quando non lo eri. Davvero, eh?

NON ANCORA MAMMA

  1. Fattore tempo: ne hai in abbondanza, talmente tanto che addirittura fai fatica ad impiegarlo. Gli interessi che hai sono fin pochi rispetto al tempo a disposizione e, sovente, subentra il fattore noia.
  2. Specchio delle mie brame: è il tuo alleato di bellezza, non riesci ad uscire di casa, quasi nemmeno a spostarti da una stanza all’altra, senza darti una sbirciatina nello specchio. Ti piace essere in ordine, quand’anche dovesse arrivare una visita inaspettata o dovessi andare a portare fuori l’immondizia. Capelli a posto sempre, filo di trucco effetto “acqua e sapone” appena sveglia, pigiamino pandant con le ciabattine…insomma impeccabile!
  3. Io e te=Noi: questa è un’equazione veramente semplice e scontata. Quando non sei mamma e sei fidanzata, esistete solo voi due, i due cuori e una capanna e niente può ostacolare il vostro ammmmmore. Tutto è romanticamente bello, emozionante, i cuori palpitano e l’uno è l’amore e il mondo dell’altra. Si fanno progetti, si costruiscono avventure, le vostre teste viaggiano all’unisono e il mondo vi arride..
  4. La libertà di litigare:  ah, che bello poter litigare in santa pace! Che bello poter alzare la voce, sbattere le porte, spaccare il servizio buono (che tanto a cosa serve poi????), arrabbiarsi, prendere e andare in modo plateale, fare quelle drammatiche scenate che ti fanno sfogare, piangere fino alle ultime lacrime come davanti al più sentimentale dei film!!!!! Per poi fare la pace……
  5. La notte leoni: si sta fuori fino a tardi, si organizzano uscite con le amiche, con il moroso, non c’è preoccupazione sull’orario, puoi permetterti di bere fino al mal di testa, tanto il mattino dopo stai a letto. Alla peggio, se è giorno di lavoro, puoi dormire in pausa pranzo, oppure accumulare il bonus per il giorno dopo e andare a letto al tramonto
  6. Primo pensiero al risveglio: cosa mangio per colazione? E poi ti stiracchi, magari fai il saluto al sole, sonnecchi sulla tazza (sia del caffè o del water è uguale), leggi distrattamente il cellulare, stai davanti all’armadio almeno 30 minuti per scegliere cosa indossare, fai lo scrub, ti trucchi abbinando l’ombretto all’outfit prescelto, ti spruzzi una nuvola di deodorante che non si sai mai che sudassi, indossi i tacchi 10cm che slanciano la gamba, ti lavi di denti, ti guardi allo specchio (vedi punto 2) e svolazzi fuori di casa.
  7. Fare carriera: hai studiato, hai dedicato tempo e risorse alla tua formazione, hai percepito che potresti anche essere capace nel tuo lavoro e che potresti ambire a fare carriera, ne parli con il marito, condividete ipotesi e progetti, immaginate di poter incastrare tutto, anche le velleità di allargare la famiglia, perché siete allineati sulla parità dei sessi e delle pari opportunità.
  8. Il divano è un alleato: non vedi l’ora di tornare dal lavoro per lanciare le scarpe per aria, toglierti i vestiti scomodi, infilare una maglia XXXXXXL, e tuffarti sul divano, con una bella musica di sottofondo, immergendoti nelle pagine del libro che hai abbandonato la sera prima. Stravaccarti sul divano è la cosa più bella del fine giornata, puoi utilizzare tutta la sua larghezza e lunghezza, a mò di balena spiaggiata, oppure rannicchiarti in un angolino per sentirne tutto il potere avvolgente.

 

MAMMA

  • Fattore tempo: cos’è? Capisci di essere mamma quando il tempo diventa semplicemente una parola dentro quelle contenute nel dizionario. Il tempo è perennemente assente, mancante, troppo poco, una sorta di specie in via di estinzione.
  • Specchio delle mie brame: è un suppellettile, qualcosa che riflette immagini spesso fugaci, ombre che passano così velocemente davanti che nemmeno scorgi a chi appartengano. Spesso è la tua ombra, che tenta di darsi una guardatina prima di uscire. Tu ormai non sai nemmeno esista uno specchio in casa, perché sempre a causa del fattore tempo che non hai, ti risulta impossibile poterti guardare prima di uscire, tanto meno se sei in casa e arriva l’ospite inaspettato che quando ti vede ha un sussulto. Più che guardarti allo specchio, adesso ti immagini e, facendolo, pure tu hai un sussulto!!!
  • Io e te=loro: i conti non tornano mai su di te o su di voi, ma la matematica è qualcosa che incredibilmente è sempre a vantaggio dei figli. Tutto ruota intorno a loro: anche se siete voi due parlate di loro, replicate le loro frasi, le loro espressioni, loro diventano il vostro mondo e non lo siete più l’uno per l’altra (era chiaro che le favole non esistono, vedi punto 3!!!!)
  • Litigare è contingentato: davanti ai figli è bene non farsi vedere litigare, essere coerenti come genitori e allearsi per non creare disorientamenti. Litigare si può, ma civilmente (che poi serve praticamente a nulla!!!), senza urlare, senza strapparsi i capelli. Se ti viene da piangere generalmente non ti fai vedere, per non far preoccupare i cuccioli (che comunque se ne accorgono!!!), piangi velocemente e non puoi allontanarti per troppo tempo altrimenti ti ritrovi i figli che vengono a fare la caccia al tesoro per trovarti.
  • La notte…ZZZZZZZZZZZZZZ: quando le tue amiche o tuo marito ti propongono di uscire la sera l’unico pensiero che riesci a mettere insieme è: il conteggio delle ore di sonno che perdi!!!! Se fai una notte da leoni te la trascini dietro per almeno 10 anni, non la puoi più recuperare, sei già talmente in debito di sonno che neanche una vita intera riuscirà a fare pareggio.
  • Primo pensiero al risveglio: intanto occorre definire quale dei tanti risvegli….poi se parliamo di quello che convenzionalmente si considera l’ultimo della mattina, il pensiero va a loro. Se stanno ancora dormendo, fai tutto con solerzia per poterti dedicare un caffè in pace (sempre che tu abbia la moka, altrimenti sei fritta perché il rumore della macchinetta li sveglierebbe e quindi rinunci!!!), per poter fare pipì da sola (!!!!), per aprire le finestre, lavare i pavimenti, riordinare la cena del giorno prima, attivare una lavatrice, scegliere (è una battuta!!!) cosa metterti per andare al lavoro, lavarti il viso, immergerti in una vasca di deodorante perchè stai già sudando, truccarti (è una battuta!!!), decidere di lasciarti le ciabatte ai piedi perchè con quelle corri meglio durante i vari spostamenti “porta-figli-di-qua-e-di-là”, per poi svegliarli e iniziare la loro routine quotidiana (a questo proposito potete leggere Ricordi di mamma la mia!)
  • Fare carriera…lui: il baricentro delle tue priorità si sposta decisamente a favore della famiglia e se quando avevi iniziato a lavorare senza figli avevi anche ipotizzato di poter ambire a fare carriera (a fronte di capacità che ti riconoscevi e riconoscevano), dopo di LORO l’idea di fare carriera diventa faticosa anche solo come pensiero, perché dovresti attivare un’organizzazione che nemmeno all’esercito hanno. A quel punto la scelta diventa abbastanza obbligata orientata a dare la precedenza al marito, perché lui quanto meno ha maggiori energie e tempo da poter dedicare al lavoro.
  • Il divano è un miraggio: se dipendesse dalla quantità di volte in cui TU hai modo di appoggiarti al divano durante la giornata, sarebbe nient’altro che un oggetto acchiappapolvere, qualcosa su cui buttare borsa, chiavi, spesa, vestiti, cappotto…perché su quel divano difficilmente hai modo di sederti, men che meno stravaccarti. Se ti va bene, dopo aver fatto tutto quello che devi (preparato il pasto, fatto la lavatrice, steso, sparecchiato, lavato, riassettato, riordinato…..)  ti siedi su uno spigolo (perché tutto il resto è occupato dai tuoi figli, loro sì stravaccati) e quando ti stai per appoggiare allo schienale, vieni sommersa dai bimbi, che ti usano come imbottitura.

 

Capisco che per chi ancora non è mamma, possano sembrare di gran lunga più accattivanti i primi 8 punti di quelli successivi, ma la mia tris-esperienza mi consente di dire che non tornerei indietro nemmeno se mi ricoprissero d’oro. Checchè se ne pensi e se ne dica, anche in modo spesso ironico, sulla maternità e su quello che “toglie”, mi sento di dire che quello che “aggiunge” è incomparabile e inquantificabile. Non per niente ci si ricorda ben poco della vita ante-figli, che perde di senso e di significato una volta fatta l’esperienza “con”.

Ecco perché sceglierei di essere ancora mamma, nonostante (o forse proprio per) questi 8 punti!!!!!

firma_Sara

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