Quando scrivere è meglio di parlare

La scrittura creativa
La scrittura creativa

Per  una come me che passa praticamente la metà del suo tempo giornaliero a parlare e l’altra metà a scrivere (che si tratti di lavoro e vita privata!), scegliere lo strumento con cui comunicare qualcosa non dovrebbe essere un problema. E invece mi capita spesso, potendo scegliere, di preferire il secondo al primo, per tutta una serie di motivi che, ovviamente…. sto proprio qui a raccontarvi!!!! 🙂

Partiamo dal presupposto che fin dalla mia più tenera età (dagli 8 anni almeno) ho sempre scritto il classico “diario segreto“, fino all’età dell’adolescenza. Continuiamo dicendo che per un anno intero dalla nascita di ognuno dei miei tre figli ho scritto un “librettino” per tenere memoria del loro primo anno di vita. Concludiamo svelandovi anche che sono solita, in certi periodi della mia vita o certi momenti belli o brutti, scrivere emozioni, sensazioni, per spiegare meglio a me stessa o a qualcuno in particolare quello che provo.

Può la scrittura non far parte della mia vita? Può essere relegata a ruota di scorta? Posso non ammettere che anche i miei figli se ne avvalgano per esprimere quello che provano, senza necessariamente dare fiato alle trombe?????

E infatti così accade…Più spesso devo dire per le questioni “delicate” tipo arrabbiature, liti, incomprensioni…

E devo anche dire che quando la figlia maggiore si è avvalsa della “facoltà di non rispondere”, facendomi recapitare un bigliettino, mi sono sentita un tuffo al cuore e mi è sembrato di tornare indietro di almeno ….entanni!

Ma la cosa mi è piaciuta tantissimo! Non mi è interessato assolutamente nulla che non mi abbia voluto affrontare direttamente, perchè sapevo perfettamente che in quel momento non sarebbe riuscita a farlo (e in questo caso conta davvero tantissimo la capacità di empatizzare con loro, facendo anche memoria di come ERAVAMO noi e di come STAVAMO noi!!!).  Nel bigliettino ho ritrovato tutta la sicurezza che dava (e DA’) a me poter utilizzare la carta piuttosto che la parola.

E ho capito che così è anche per lei.

Quindi sono stata al suo gioco, e ho risposto sempre scrivendo. E vi assicuro che la cosa, che sembrava tanto complessa da affrontare per lei a voce, si è districata da sola, avendo fatto la scelta giusta del mezzo di comunicazione.

Del resto poi io ho scelto di scrivere un blog, la genetica contenerà pur a qualcosa (oltre che l’esempio   😉    )????

firma_Sara

 

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