Prime incomprensioni preadolescenziali

Un giorno ti svegli, prepari la colazione, svegli i 2014-07-28-14.32.15bambini, ti vesti  per andare al lavoro, rimetti in ordine le camere, baci i tuoi figli come sempre prima di uscire e ti accorgi che la fronte della tua bimba di 11 anni è corrugata come mai avevi visto prima.

Ti accorgi che la sua testa è affollata di pensieri che velano i suoi occhi di tristezza in modo inatteso e che non c’è traccia del sorriso spensierato del giorno prima: ti rendi immediatamente conto che il fagottino sdentato che solo ieri (vabbè non proprio ieri!!!) dovevi allattare, si è “improvvisamente” trasformato in una piccola donna miniaturizzata, con annessi e connessi.

Panico!!!!! Cerchi di raccontare a te stessa che in realtà è solo questione di un momento transitorio, che è troppo presto perchè diventi grande e che di sicuro con una bella dormita passa tutto….

E invece, tutto rimane! Anzi, si aggiungono nuovi comportamenti, i primi isolamenti, le prime risposte polemiche o taglienti ai tuoi “suggerimenti”, i consigli diventano non richiesti (mentre fino a ieri erano necessari!!!) e iniziano le prime confusioni amicali o peggio, amorose!!!!

Per alcuni questa fase scivola via quasi senza lasciare traccia, ma per altri si abbatte come un ciclone che mette in discussione tutto ciò che si era costruito fino al suo arrivo.

E così, mentre sai perfettamente che tua figlia sta entrando nella fase delle crisi preadolescenziali (perchè non ti salvi con una sola crisi), in crisi ci vai dritto per dritto tu mamma o papà!!!! Sì perchè devi imparare a costruire una nuova modalità di relazione con lei, che è fatta di presenza, ma non invadenza, raccolta di informazioni e non pretesa di essere informata, vicinanza a debita distanza, incoraggiamento e non sostituzione…

Facile a dirsi, ma a farsi meno!!!!! Già, perchè se loro cambiano dobbiamo poter essere disponibili a farlo anche noi, che facciamo parte di quell’equilibrio che improvvisamente si è scompensato.

E credo che in questo caso possa esserci davvero di aiuto ricordarci di noi quando avevamo la loro età. Cosa volevamo che facessero i nostri genitori? Cosa provavamo in quel periodo? Cosa ci innervosiva? Cosa ci ha aiutato? In cosa ci rifugiavamo?

Se proviamo ad immedesimarci in quello che stanno provando, forse possiamo essere per loro quello che i nostri genitori sono stati per noi, o avremmo voluto che fossero.

Di grande aiuto credo che possano essere in questo caso gli amici o i parenti, nel senso che possono essere un punto di riferimento scelto dai nostri ragazzi per potersi sfogare, ma anche un osservatorio “oggettivo” dei cambiamenti che interessano i nostri figli, e quindi per noi un aiuto nel tentare di comprenderli.

Care mamme o papà, zii o nonni, ci siete passati? Raccontateci la vostra esperienza!!!

 

 

4 Comments

    1. Ciao Laura, diciamo che non è sempre detto che i passaggi siano evidenti e ‘dolorosi’, ma credo si debba aspettarseli. Magari, così come suppongo siano diverse le tue ragazze, potrà essere diverso anche il loro approccio alla preadolescenza … Siccome sono avanti tre anni da te, ti tengo informata con i post!!!! 🙂 🙂 🙂

  1. …ancora mia figlia ha quasi 4 anni…ma già penso ai momenti che hai descritto e che stai vivendo. Se penso alla mia adolescenza…beh…che dire? un turbinio di sensazioni, emozioni, illusioni, amicizie che credi siano tutto nella vita e invece…e invece…la famiglia era ciò che contava di più…solo che si scopre quando si è molto più grandi.
    Parlando di conflitti…ho ricordato quelli della mia adolescenza…perché credo sia una delle parole chiave di questa età…
    Se ti va di leggerlo…ecco qui
    http://chevitafarelamamma.blogspot.it/2014/03/lamore-non-e-bello.html
    Un bacio e in bocca al lupo
    Vivy

    1. Ciao Vivy di Chevitafarelamamma! Grazie per averci lasciato il tuo pensiero, ho altri due bimbi piccoli di 7 e 3 anni per cui sono alla mia prima esperienza!!! Devo dire che il pensare alla propria adolescenza può essere di grande aiuto per entrare in empatia con i propri non-più-cuccioli, ma non è detto che sia sufficiente, e soprattutto che si riescano ad evitare certi atteggiamenti o comportamenti. Per ora io cerco di essere aperta con lei, di cercarla senza opprimerla, di mettermi in ascolto senza costringerla…ma non è cosa semplice. Vado subito a leggere il tuo articolo!!!! Teniamoci “postate”!!!!!
      Sara

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