New York: una città che rimane negli occhi

Top of the Rock

Dopo la bellezza di 16 anni ho fatto un viaggio paragonabile a quello di nozze, anche se durato la metà del tempo e con altri tre elementi aggiuntivi: i nostri figli. Il pretesto è stata la maratona che annualmente si svolge a New York e che mio cognato ha deciso di fare ad inizio 2017, coinvolgendo anche noi insieme ad altri amici. Certo non potevo farmi scappare l’occasione, considerando soprattutto che per me vale il principio che “ogni pretesto è buono per viaggiare”. E questo mi sembrava assolutamente un meritevole ed eccezionale pretesto!!!
Questo post non vuole essere un itinerario di viaggio nella Grande Mela, perchè ci sono blog di viaggi con proposte sulle giornate che avete da dedicare al vostro viaggio molto più precisi e specifici del nostro. Questo post si propone solo di dare uno spaccato di come abbiamo vissuto noi New York con i bimbi e cosa ha rappresentato per la sottoscritta.

Inizio con il dire che a chiunque mi ha chiesto come mi è sembrata New York ho risposto così.

New York è una città che rimane negli occhi (ma personalmente non nel cuore).

NEW YORK INIZIA DA MANHATTAN

Times Square

Una delle cose che io per prima sbagliavo prima di andare fisicamente a New York era di assimilarla a Manhattan, mentre di fatto Manhattan è solo uno dei quartieri che costituiscono la Grande mela. E dal mio punto di vista nemmeno il quartiere più bello, anche se sicuramente quello più sbalorditivo e più rappresentato nelle immagini che spesso circolano nel web. Noi abbiamo abitato a Manhattan per tutto il nostro soggiorno, durato la bellezza di 5 notti e più precisamente abbiamo prenotato la nostra base a Times Square. Pertanto siamo stati nel cuore pulsante della città, considerando che una delle cose che più mi ha colpito è stata la capacità di New York di vivere le 24 ore. In ogni momento del giorno e della notte c’è gente in giro, negozi e locali aperti, vita. E lo dico perchè, avedo io avuto problemi con il fuso (considerate che dall’Italia a là ci sono dalle 5 alle 6 ore di differenza a seconda dell’ora solare o legale), mi sono ritrovata spesso al mattino alle 2, o alle 3 o alle 4 a guardare fuori dalla finestra constatando questa vitalità. Manhattan è il quartiere in assoluto più ricco, non solo letteralmente, ma anche dal punto di vista delle attrazioni e degli edifici: Empire State building, Rockfeller Centre, Trump Tower, Freedom Tower, Ground Zero, Central Park, Guggenheim Museum, Museo di Scienze Naturali, Moma, Met Theatre, per non parlare di Broadway e dei suoi strabilianti spettacoli.

Avere un parco nel cuore della città è qualcosa di particolarissimo, considerando che si tratta di un enorme parco, con laghetti, castello, zoo al suo interno. E nel periodo autunnale è strepitoso per i colori che offre, la numerosa presenza di scoiattoli ormai umanizzati, e il numero di persone che ad ogni ora corrono e mangiano. Impressionante la quantità di camioncini ad ogni angolo di strada per la vendita di hot dog, brezel, cibo in generale e la numerosità di persone che in ogni luogo, in piedi, camminando o seduta su un muretto mangia e beve!! Lo sfizio di girare per strada con un bicchiere

Starbucks

Starbucks me lo sono tolta anche io però!!!! Forse per la maratona, o forse perchè Manhattan è così, ma un fiume di gente come in questi giorni io non l’ho mai visto, tanto che a tratti se non ti opponevi con forza potevi ritorvarti ad un capo della città completamente diverso da dove ti stavi recando. Nonostante fossimo partiti esattamente the day after l’ultimo attentato (comunicato dai telegiornali alle ore 20.30 della sera precedente alla nostra partenza!!!), non ho avvertito alcun senso di paura, ho sicuramente notato forze dell’ordine in giro per le strade o appostate davanti ai maggiori edifici, e so che più del doppio erano in giro in borghese, ma mi sono sentita tranquilla e sicura. Poi ci sarà stato sicuramente anche un briciolo di incoscienza che ha reso il tutto ancora meno preoccupante!!!!

Inoltre non posso dimenticare: la forma dei camion, i tantissimi taxi gialli, il fumo che esce dalla strada e quindi dalla città sotterranea, i pulmini scolastici, il ground Zero e la commemorazione dei defunti.

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BROADWAY E I TEATRI

Teatro a Broadway

Per appasionati di teatro e musica come noi, non si poteva certo passare da New York senza partecipare ad un musical, anche perchè considerando quanto gli americani siano “grandi” in tutto quello che fanno (oltre che nelle loro dimensioni fisiche!!!), il musical immaginavamo dovesse essere strepitoso. E così è stato. Abbiamo prenotato dall’Italia sul sito www.nytix.com i biglietti per The phantom of the Opera, anche se la scelta era davvero vasta e imbarazzante!!! Saremmo andati a vederli tutti!!!!! Ad ogni modo già entrare in teatro, respirare l’atmosfera e osservare l’architettura scenografica dello spettacolo prima del suo inizio è stato da brividi. Strabilianti i cambi scena, la capacità e velocità di far entrare ed uscire oggetti (anche molto ingombranti), gli effetti che hanno creato per rendere i diversi livelli, la caduta del lampadario centrale, la fluttuazione della barca sul palco percepito agli occhi dello spettatore come acqua; impressionanti le voci, le intenzioni degli attori, la mimica e il feeling che c’era tra loro. E’ pur vero che ogni sera mettono in scena l’opera, ma è stato tutto perfetto e magnifico, imponente, strabiliante!!! E chiaramente avrei voluto esserci anche io a calcare quelle scene, perchè non c’è niente di più bello che emozionare il pubblico con quello che si fa!!!! Se poi lo fai a Broadway, ancora meglio!!!!

TOUR DI NEW YORK IN TRE MEZZE GIORNATE

Top of the Rock

Per chi come noi non era mai stato a New York e si sarebbe dovuto muovere in un gruppo di almeno 14 elementi (4 famiglie) è stato decisamente saggio prenotare un tour organizzato, con guida italiana, che ci ha portato in pulmino per tre mezze giornate alla scoperta dei quartieri di New York. Avere una guida a disposizione, un pulmino che ha permesso spostamenti e soste organizzati, ci ha consentito di farci un’idea chiara e di insieme di New York, conoscendo parte della storia dei quartieri e attraversandone un pò di vita, pur guardandola dietro ad un vetro con rispetto e discrezione.

HARLEM E IL GOSPEL

Il quartiere di Harlem è famoso per due cose soprattutto: per essere malfamato e per i canti Gospel. A dire il vero sul primo punto non abbiamo avuto modo di constatarne la veridicità, visto che non ci è sembrato tale, pur non avendoci trascorso più di qualche minuto. Sicuramente una delle cose più emozionanti è stato partecipare ad una messa Gospel, alla Friendly Church ad Harlem, alla quale non ho partecipato di persona prefendo seguire la maratona. Ma il papi che è andato ha raccolto diverso materiale video e posso solo provare a immaginare cosa abbia voluto dire esserci di persona!!!!!

BRONX, QUEENS E BROOKLYN

Questi sono quartieri che abbiamo visto solo di passaggio e che hanno tutti caratteristiche diverse tra loro e diverse sicuramente da Manhattan. Una delle peculiarità è che non ci sono grattacieli, ma strutture abitative o costruzioni normali, basse, pur se con la loro personalità. Ricordo il Bronx in particolare per lo Yankee Stadium con i corridoi di marmo e i fregi sul tetto, che da solo meritava una visita (ma non avevamo tempo!!!!).

Ponte di Brooklyn

Il quartiere che mi è piaciuto più di tutti è stato Brooklyn, sia per le casette bellissime che lo caratterizzano, che per il ponte, il più particolare e vecchio rispetto a tutti quelli di New York. Un ponte arancione ruggine, imponente e maestoso, elegante. Se abitare a Manhattan permette di vivere la grandezza della Grande Mela, gli abitanti che sono a Manhattan non hanno qualcosa che invece solo chi vive a Brooklyn ha: la vista su Manhattan e il suo skyline, dal Brooklyn Bridge Park, che vi assicuro essere impressionante al calar del sole, quando la città si illumina e mille milioni di finestre si accendono e sberluccicano nel buio della notte. E’ come guardare il cielo stellato, solo…ad un’altezza diversa.

Sono stata contentissima di essere stata a New York, 5 giorni pieni sono stati assolutamente necessari e sufficienti per farsi una buona idea di tutto.

A chi mi chiede un pensiero su questo viaggio dico che New York, con quello che comporta in termini di modalità di vita e di grandezza, vale la pena vederla almeno una volta nella vita. Però io non tornerei, perchè è una città che mi è sicuramente rimasta negli occhi, ma non nel cuore.

(Inutile dire invece che i bimbi si trasferirebbero domani stesso!!!!!!)

So che molti non condividono questo pensiero, ma il mondo (che è grande e vasto) è bello proprio per questo!!!!

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