Mai come ora gli altri siamo noi

la vita è bellaCome la data dell’11/9/2001 tragicamente ricordata a causa dell’attentato alle due torri gemelle, così anche il 7/1/2015 è una data di cui avremo memoria negli anni per l’attentato al giornale francese Charlie Hebdon.

E di nuovo ancora il 28/6/2016 per l’aeroporto di Istambul e  il 3/7/2016 per l’attentato a Dacca. Stanotte 14/7/2016 per quello di Nizza.

E probabilmente non ne avremo memoria solo (anche se sarebbe già tremendamente sufficiente) perché si tratta di attentati terroristici che hanno ucciso o ferito centinaia e centinaia di persone, quanto per la simbologia che ne è derivata: sono di fatto  attentati alla libertà di pensiero e di espressione.

Sono attentati alla libertà di vivere.

Premesso che non è mai facile commentare avvenimenti come questo, che portano con sè tutta una conoscenza storico-politica che sicuramente non ho la presunzione di avere, ma credo che dal punto di vista socio-culturale una riflessione posso autorizzarmi a farla. E nel farlo non posso non pensare a cosa significhi libertà di espressione e di comunicazione. E fino a che punto si possa arrivare per mettere a tacere chi la pensa diversamente da noi, o anche solo chi rappresenta l’idea di qualcuno che la pensa diversamente da me.

Le parole anche oggi si sprecano nel commentare quest’ultimo attentato, ma se devo scegliere tra tacere e parlare, seppur con retorica o con poca conoscenza storiografica della cosa, preferisco di gran lunga parlare.

Mai come in casi di questo genere credo che chi ha un blog debba utilizzarlo come strumento di diffusione di un pensiero, di una presa di posizione precisa rispetto ai fatti accaduti. Il blog è uno strumento social per eccellenza, è un mezzo per comunicare e per confrontarsi su temi. Accendiamo il confronto, alimentiamo le idee, esprimiamo la nostra indignazione, facciamo ognuno un pezzetto sull’onda della dissociazione.

Mai come in questi casi credo che sia importante e necessario che l’aria rimbombi di “è stato già detto” e “è stato già sentito”, perchè solo ripetendo ognuno il proprio dissenso possiamo aiutare, in qualche modo, il pensiero critico e lo spirito riflessivo.

Mai come in questi casi credo che ai nostri figli si debba raccontare e far vedere il rispetto altrui, perchè è troppo facile adesso cadere in forme di generalizzazione e di incitamento alla reazione nei confronti del diverso. Anche se ho poca conoscenza delle radici profonde che hanno germinato queste inconcepibili quanto assurde forme di odio ed intolleranza, ho coscienza del fatto che si è persa totalmente ogni forma di rispetto dell’uno nei confronti dell’altro.

Mai come in questi casi sento di avere il dovere morale di infondere nei miei figli il coraggio e la gioia di vivere, sempre e comunque, informandoli per quanto possibile su quello che accade intorno a noi, ma proteggendo la loro infanzia e la loro ingenuità, perchè purtroppo ci pensa la vita a farli crescere fin troppo in fretta.

Mai come in questi casi voglio continuare a parlare ai miei figli di libertà, di amore, di gioia, di rispetto, di fatica, di impegno, di bellezza. Se infondo nei miei figli il coraggio e la speranza, forze alimenterò sentimenti di pace e non di guerra, di amore e non di odio.

E’ paradossale (o forse no), ma è proprio in casi come questo che mi viene alla mente il film di Benigni “La vita è bella”, perchè abbiamo deciso o scelto di essere genitori ed è nostro compito crescere i nostri figli trasformando la realtà, per quanto brutta e insensata possa essere, in qualcosa di maggiormente comprensibile per loro.

firma_Sara

 

 

 

 

 

 

 

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