L’insostenibile pesantezza della noia

NoiaSi metta agli atti che un genitore, quando diventa tale soprattutto nei primi anni di vita dei bimbi, la noia non la prova, e probabilmente dimentica istantaneamente a cosa collegare questo termine perchè non ha il tempo materiale per annoiarsi. Si metta altresì a verbale che la noia è un termine che per sua natura presuppone comportamenti e non-azioni che un genitore non può nemmeno immaginare, pertanto la noia di cui si parla è esclusivamente quella che provano i figli. Sono loro che, arrivato giugno, nonostante perduri da parte dei genitori una certa programmazione ed organizzazione modello tetrix dei campi ricreativi in cui inserirli (si legga a questo proposito Giugno con il bene che ti voglio), iniziano una nenia infinita e spesso anche tediosa sull’impiego del tempo. I figli in estate si annoiano, inderogabilmente, incredibilmente, incomprensibilmente……oserei anche dire….finalmente!!!!!!

AIUTO! MIO FIGLIO SI ANNOIA!

Il tema della noia nei ragazzi è stato affrontato da tantissimi esperti, pedagogisti e psicologici in primis, che hanno ampiamente dimostrato e affermato che la noia è funzionale per i ragazzi, DEVE ESSERE PROVATA. La vita dei nostri figli è estremamente pianificata ed organizzata: ogni loro giornata è piena di attività, di impegni, di scadenze e di orari e, se ci pensiamo, sono rarissimi i momenti in cui possono dire a se stessi di avere del tempo libero. Quand’anche lo avessero, sono portati a riempirselo con qualcosa, quindi con delle azioni. Non a caso spesso si usano termini “fare”, “andare” quando si pensa alla giornata dei ragazzi: oltre ad andare a scuola, fanno i compiti, fanno sport, fanno musica, fanno partite alla wii, vanno a giocare…difficilmente stanno senza fare qualcosa. Quando un figlio inizia a percepire la noia, spesso esordisce dicendo: “Mamma, non so cosa fare!”. E sono talmente abituati ad avere qualcuno che organizza loro il tempo che fanno fatica a trovare qualcosa per poterlo riempire da soli, con quello che piace loro fare. Non sono capaci di autoregolarsi e di usare la propria fantasia.

Gli psicologi e gli esperti di sviluppo infantile suggeriscono di mettere da parte ansie e troppe attenzioni genitoriali, lasciando i figli più liberi, altrimenti potrebbero non scoprire cosa gli interessa veramente. La “capacità di annoiarsi permette al bambino di crescere perché la noia dà la possibilità riflettere sulla vita, piuttosto che corrervi attraverso senza soffermarsi a pensare a ciò che succede. La noia, ossia il tempo momentaneamente “morto”, vuoto, inoperoso, serve per consentire ai ragazzi di capire cosa piace loro e cosa li interessa, usando così il tempo per concretizzare un’idea piacevole e degna della loro attenzione.

I bimbi non sanno annoiarsi perchè non sanno decidere da soli cosa hanno piacere di fare, forse abituati al fatto che sia un adulto che sceglie per loro come riempire le loro giornate. E se penso ai miei figli, mi capita spesso di essere tirata in causa per aiutarli ad individuare qualcosa su cui si possano concentrare per riempire il tempo che hanno a disposizione. E generalmente cerco di dare input sulla base delle cose che so piacere loro, dalle quali potranno da soli sviluppare un’idea. Quando io avevo la loro età non ricordo ricorressi alla mamma per sapere a cosa giocare, perchè ci consultavamo tra di noi e individuavamo quello che ci sarebbe piaciuto fare. Normalmente la scelta cadeva su giochi non strutturati, quindi frutto della fantasia o da realizzarsi con i materiali che trovavamo nella natura, o attività sportive “con quello che c’era”, quindi pallavolo con in mezzo una cancellata (e centinaia di palloni bucati a causa delle punte del cancello o del roseto adiacente), tennis senza rete in mezzo alla strada, trampoli, pattinaggio.

IL GENITORE DAVANTI ALLA NOIA DEL FIGLIO

Posto dinanzi alla esternazione di noia del figlio il genitore, tradizionalmente noto per il suo proverbiale self control, strippa. Non si capacita che il figlio possa annoiarsi, primo perchè LUI genitore non sa neppure cosa voglia dire annoiarsi, secondo perchè un figlio non può annoiarsi, è tempo sprecato. Non so come mai avvenga di solito una sorta di transfert nel genitore, soprattutto devo ammetterlo nella mamma, quando il figlio ammette di provare noia, con conseguente incapacità da parte della genitrice di concepire una simile assurda sensazione quando lei, se avesse tempo, avrebbe mille mila cosa da sbrigare. Annunciare da parte del figlio la noia, pone la madre nella situazione di enumerare tutte le cose che il figlio in questione potrebbe fare in questo tempo vuoto, cose che generalmente coincidono con quanto di meno piacevole possa esserci per la creatura: pulire la camera, lavare i vetri, spolverare, svuotare la lavatrice o lavastoviglie, spazzare fuori, rastrellare o tagliare il prato, mettere in ordine, pulire la scrivania, fare il cambio armadio….

In questi momenti-confidenza da parte dei figli, noi genitori ci approfittiamo schifosamente istantaneamente della loro richiesta di aiuto su come riempire il tempo (che ricordiamoci dovrebbe essere con qualcosa che piace a loro), vomitando loro addosso quello che se avessimo tempo dovremmo fare noi, e trasferendo la nostra frustrazione (doppia perchè da una parte siamo consapevoli di non poter adempire a queste faccende e dall’altra non tolleriamo che chi il tempo lo ha non lo voglia fare!!!!) sui poveri figli.

Il genitore davanti alla noia del figlio sclera. Certo leggere articoli sul fatto che la noia sia funzionale allo sviluppo creativo e generativo dei figli può aiutare a tollerare meglio questa nullafacenza figliale, ma molto dipende dal rapporto che lo stesso genitore ha con la noia. Esistono infatti genitori che amano annoiarsi, ne senso più vuoto del termine: stare sul divano, fare zapping in modo compulsivo, sonnecchiare, guardare il soffitto per ore, ciondolare lungo il percorso letto-divano-bagno-cucina-divano. Ed esistono genitori che non appena intravedono un tempo potenzialmente morto lo riempiono: escono per una corsa, riordinano, organizzano una partita, si mettono al telefono con mezzo mondo per fare qualcosa, iniziano a leggere 245 libri, decidono di cucinare senza sapere nemmeno sapere che sono passati i tempi della pietra focaia…

La noia o è un temibile avversario contro cui combattere o può essere un valido alleato per far emergere la creatività dei ragazzi, spesso sopita sotto mesi di intontimento organizzativo genitoriale. Meditiamo genitori, meditiamo!

 

 

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