L’insicurezza la generiamo noi genitori?

Sicura di lei
Sicura di lei

Che tema spinoso che sto andando a sollevare!!!Sì, lo so, ne sono consapevole e mi assumo le mie responsabilità.

Ad ogni modo faccio outing e autocritica perchè sono persuasa (pur avendo messo un titolo interrogativo) che il germe dell’insicurezza nei nostri figli lo generiamo noi genitori (purtroppo spesso coadiuvati dalle altre figure più o meno educative che gravitano attorno alla loro vita).

Mi spiego meglio, perchè l’argomento va appunto….argomentato!!!!

Quello che vedo nei bimbi e nei ragazzi di oggi sono posizioni spesso molto ambivalenti: da una parte il timore, la paura o anche l’incertezza ad esprimere pareri e punti di vista; dall’altra la spavalderia invece nel dire cosa si pensa rispetto ad un tema, ma poi l’incapacità di sostenere il proprio parere in un confronto, in un dialogo. In entrambi i casi emblematici, il risultato mi sembra abbastanza simile: insicurezza.

Spesso è facile esternalizzare le ragioni delle insicurezze dei bimbi, pensando che sia la società in senso lato a generarle, considerando le incertezze in cui viviamo, la precarietà del lavoro, la crisi economica, ma anche le tante separazioni familiari e i tanti stimoli a cui i bimbi sono esposti, che spesso possono generare confusione, ansia e quindi incertezza complessiva. I cambiamenti (familiari, scolastici, societari) provocano destabilizzazione. Questo in generale è vero, ma credo che molta dipenda dalla risorse che le persone posseggono per accompagnare il cambiamento, per affiancarlo e alla fine per comprenderlo.

Ho provato a riflettere su questa tendenza ad esternalizzare spesso l’origine del problema e ho pensato che forse lo facciamo perchè forse…… è più comodo che farlo (ecco, l’ho detto!!!!).

In qualità di mamma ipercritica con se stessa e analitica fino al midollo osseo, mi interrogo spesso su come sto crescendo i miei figli e altrettanto spesso mi accorgo di quanto alcuni miei comportamenti, alcune mie affermazioni possano suonare come sentenze lapidarie rispetto alla loro identità in costruzione e al loro senso di efficacia nei confronti di sè e del mondo.

Come dire: faccio prima a dire esattamente quello che penso (in cosa hanno sbagliato, cosa devono correggere, come devono comportarsi), piuttosto che instillare in loro il germe del dubbio, piuttosto che chiedere come farebbero, piuttosto che aspettare che formulino un pensiero da chiarire a me e a loro stessi (e del resto per fare questo occorre spesso tempo).

Forse dovrei ascoltarli e osservarli e porre loro domande tali da portarli AUTONOMAMENTE a valutare e considerare se poteva esserci un modo diverso per reagire, per comportarsi, per dire le cose, per pensare.

Tuttavia io dico, dico, DICO finchè ho fiato in corpo, nella convinzione che solo così potrò aiutarli a crescere. E invece, forse, altro non faccio che instillare in loro il germe dell’insicurezza.

Mi capita di dire loro (lo ammetto, lo ammetto!!!!!!) esattamente quello che dicevano a me quando ero piccola e che odiavo profondamente: “Tesoro, quando rispondi invece di dire così…usa queste parole…..; invece di fare così, perchè non fai cosà…….fai come credi, ma sappi che io non sono d’accordo“.

MA SIAMO MATTI?!?!?! Sarà ben libero mio figlio di usare le SUE parole per esprimere un SUO concetto, di scegliere (nei limiti della sicurezza) quello che ritiene sia più giusto, di fare quello che in quel momento pensa sia corretto…….o deve trasformarsi in una Sara in miniatura (che poi Dio ci scampi da averne due al mondo!!!!)????.

Suppongo che il senso di quello che vuole dire lo possa esprimere ugualmente con le sue parole, no? E se anche sbagliasse la forma o prendesse la decisione sbagliata, magari la prossima volta, imparandolo a sue spese, potrebbe evitare di commettere lo stesso errore, no?

Imboccare (sia nel senso letterale del termine che metaforico) continuamente i nostri figli, non aiuta il loro processo di indipendenza e di individuazione. Al contrario, non faremo altro che dotarli solo di strumenti di prolungamento del rapporto che hanno con noi, autorizzandoli, anzi vincolandoli, a rinforzare il cordone che li lega a noi genitori.

Spesso sono un genitore che non ha la pazienza di ascoltare davvero i propri figli, restio a svezzarli nel rapporto con me e nella loro continua e costante crescita di competenze. E so di commettere un errore educativo, perchè non consento loro di crescere, di sviluppare autonomia e indipendenza, di conquistarsi un pò di mondo per conto proprio, anche sbagliando.

Ah sbagliare!!!! E’ così sbagliato autorizzarsi a sbagliare????!!!!!!

firma_Sara

 

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