La pazienza della mamma (non) è infinita

pazienzaInizio questo post con una serie di “Sigh!”, “Sob”, “Pant” “Gulp”, “Gosh”e per finire “Ehhhhhhh (sospiro)”. Perchè mi accorgo che durante la giornata sono suoni che, volente o nolente, la mia bocca emette un’infinità di volte e per poterli meglio esprimere devo proprio prendere a prestito i suggerimenti dei fumetti!

Le giornate sono spesso faticose, estenuanti, ritmi serrati, mille cose da fare, il lavoro, la casa, le scadenze, la spesa, gli imprevisti e, dulcis in fundo, i figli (con tutto quello elencato in precedenza che di decuplica magicamente).

Occorre sicuramente una buona capacità di organizzarsi, delle reti che possano aiutarti nel sostenere la così tanto agognata parità dei sessi (tema che meriterebbe non solo un post, ma l’apertura di un intero blog!!!!), un pò di autoironia (sennò con il cavolo che al mattino esci per portare i figli a scuola conciata come sei!!!!) e per finire un barile di PAZIENZA.

Già, perchè non sono poi tanto sicura che la mamma abbia una pazienza infinita!!!!!

Ormai chi ci segue sa che siamo mamme sostenitrici dell’imperfezione genitoriale, che del “punto interrogativo” hanno fatto un baluardo e che non si nascondono dietro manuali di pedagogia (peraltro studiati), ma sperimentano tutto (o quasi) sulla propria pelle.

Ciò detto, riconosco che la pazienza è una virtù che con me non ha trovato pianta stabile nel corso della mia esistenza, spesso abbandonandomi nel momento del maggiore bisogno per poi venirmi a trovare senza preavviso, tanto da stupirmi accorgendomi della sua presenza. Ho iniziato a pensare di poter avere pazienza quando mi sono avvicinata al punto croce (vi ho stupiti eh?????), elaborando piccole grandi tele per amiche in procinto di diventare mamme, in occasione di feste e ricorrenze per abbellire casa, finendo con il fare la stanza della mia primogenita, tra abecedario, coccarda della nascita da appendere fuori dalla porta, quadretto da inchiodare al muro ecc. ecc.

La cosa è durata giusto qualche anno per poi abbandonarmi…e ritrovarmi nel momento in cui mi sono avvicinata a gestire gruppi di bambini per feste e momenti di animazione. Anche lì ho scoperto di avere una buona dose di pazienza (nei confronti dei cuccioli, ed ovviamente dei loro genitori).

Poi sono diventata mamma e, siccome TUTTI sostengono che la pazienza una mamma ce l’ha tatuata sul cuore, non pensavo che avrei avuto bisogno di alimentarla come si fa con le piantine o con un animale domestico: pensavo di vivere di rendita. E invece…..

Mi sono accorta che mi stava abbandonando direi non appena sono uscita dalla sala parto!!!!! No, dai, scherzo….non esageriamo, in quei momenti tutto è idilliaco, fin quasi quando ti suturano o procedono al secondamento (leggi in proposito il post Quello che avrei voluto sapere sul parto ma….).

Diciamo che la spia della pazienza inizia ad accendersi quando si sommano le notti insonni o quasi in bianco, la stanchezza, quando il bebè è continuamente attaccato al seno, quando non hai un minuto per fare una doccia o anche solo la pipì in solitudine, quando il pianto è la “musica” che accompagna le tue giornate, quando non ricordi l’ultima volta che hai fatto un pasto decente, quando…tua suocera commenta “benevolmente” la tua gestione del piccolo (che chiaramente non è MAI come dovrebbe secondo lei essere!!!!! MA solo per sopportare quest’ultimo punto direi che ci vorrebbe un silos o una cisterna di pazienza!!!!).

Cara Mamma,

ti senti in difetto perchè ogni tanto la pazienza di scappa? Non ti senti una buona madre perchè ogni tanto alzi la voce con tuo figlio, rispondi male o stoppi la comunicazione, non hai voglia di ascoltarlo, mentre fa i capricci ti coglie una voglia improvvisa di trovarti DA SOLA su un’isola tropicale a sorseggiare un cocktail di frutta? Ogni tanto vorresti esistesse un tasto per mettere in modalità Off la piccola scimmetta urlatrice? Ripeterti come una mantra PORTA PAZIENZA-PORTA PAZIENZA-PORTA PAZIENZA-PORTA PAZIENZA non fa che aumentare il tuo desiderio di prendere la prima porta ed uscirtene di casa? All’ennesima malattia del piccolo-cucciolo-di-uomo (che ti obbliga ad un’autocarcerazione in un lazzaretto fatto come minimo di moccoli, vomiti, dissenteria e febbre a 52°!!!!) vorresti cadere in un sonno profondissimo che al confronto la mela avvelenata di Biancaneve è acqua fresca?

Non temere, cara mamma, sei fatta di carne e di ossa e puoi partecipare al maxi concorso finale: Se la mamma sbotta, fatti una domanda e datti una risposta caro papà! Hastag del concorso #pazienzabatterylow

Partecipate numerose e raccontateci quando, come e perchè perdete la pazienza. Vi promettiamo tanta, tanta, tanta solidarietà!!!!!!!

firma_Sara

 

Rispondi