La fine di un libro e quella sensazione come di…..

Fine di un libro

Non riesco a dire esattamente che sensazioni mi lasci addosso la fine di un libro, perchè in realtà le emozioni che provo quando arrivo all’ultima pagina, o anche avvicinandomi alle ultime pagine, sono tante e non riassumibili in un’unica parola. Chiaramente si parla di libri che ti lasciano qualcosa, che sono in grado di parlarti, che ti catturano, ti rapiscono e ti fanno affezionare.

La fine di un libro porta con sè una sensazione come di…

Adoro leggere, ma non posso dire che abbia sempre amato farlo e non ho memoria di quando sia stato l’attimo in cui ho capito che leggere mi apparteneva. Ma è accaduto. E’ stato come quando, pur non cercando qualcosa, quel qualcosa è arrivato a me e non ho potuto fare altro che accoglierlo. Ricordo che da piccola mio padre ha sempre cercato di farmi appassionare alla lettura, rimproverandomi, probabilmente deluso, rispetto al fatto che io leggessi così poco. Ma le passioni non nascono perchè o quando qualcuno decide per te di accendere il fuoco. Le passioni si infiammano da sole, senza bisogno di aiuti esterni, tanto meno di coercizioni. Anche se capisco, ora che sono madre di una figlia che non ama leggere (almeno per ora), che proporre la lettura da parte di mio padre fosse un chiaro tentativo di farmene innamorare.

LA SCELTA DEL LIBRO

La scelta dei libri che desidero leggere è per lo più casuale. La cosa che mi piace di più in assoluto è andare in libreria, e lasciarmi vagabondare tra le corsie e le isole di libri, appoggiando lo sguardo curioso sulle copertine, leggendo titoli, osservando colori e poi lasciandomi catturare da qualcosa che mi porta a prendere in mano un libro ed iniziare a conoscerlo. Leggo la parte retro, per conoscerne la critica, e poi leggo la trama per capire se mi incuriosisce. Normalmente quando entro in libreria devo sapere di avere a disposizione taaaaaanto tempo, perchè per me è come entrare in una sala giochi. Normalmente passo attraverso i libri più di una volta, e spesso accade che ad ogni giro qualcosa attiri la mia attenzione, magari anche libri che lì per lì non avevo notato, che timidamente si nascondevano al mio sguardo e che poi, con fare più sicuro, decidono di fare capolino ai miei occhi, curiosi di vedere se li prendo. Sì perchè non sono io a scegliere i libri, ma più spesso sono loro che scelgono me.

Altre volte seguo il suggerimento di qualcuno. Normalmente chi mi consiglia un libro mi dovrebbe conoscermi almeno un po’, perchè non sono propriamente un’onnivora o, meglio, vado a periodi, per cui in taluni momenti assecondo di più un gusto, in tal altri prediligo un genere diverso. L’analogia tra cibo e lettura la trovo assolutamente azzeccata, come tutta la terminologia che si usa e accomuna entrambi i generi: spesso riferendoci al cibo o ai libri utilizziamo assimilare, fare indigestione, masticare, gustare o pregustare, avere la nausea, sentire un sapore dolce o amaro in bocca… Non è fantastico?

Altre volte uso il kindle e cerco libri da poter leggere sul dispositivo, facendomi orientare in quel caso verso libri sconosciuti: non cerco quasi mai i libri più letti o più venduti, ma al contrario quelli di cui non ho mai sentito parlare. E sono curiosa di fare delle belle scoperte!!!! Del resto penso sempre a quanti autori magari hanno scritto libri bellissimi, ma che nessuno conosce perchè non ancora noti al pubblico, e a come si possano sentire dispersi e inosservati in mezzo a autori-icona o best seller in cima alle classifiche. Insomma ho un chiaro orientamento verso i libri marginali.

LA FINE DI UN LIBRO E QUELLA SENSAZIONE COME DI…

Una serie di sensazioni le posso prendere a prestito dal sapiente modo in cui sono state descritte da Maddalena nel suo blog Pensieri rotondi, per cui generalmente appena finito un libro non sono pronta per cominciarne subito un altro, perchè sentirei di “tradire” la relazione che è appena terminata e che mi ha strappato emozioni forti non immediatamente pronte per essere donate a qualcun altro.

Le sensazioni che provo alla fine di un libro possono forse essere riassunte come segue, considerando che le provo generalmente tutte insieme, seppur in uno spazio-tempo leggermente differente:

  • sgomento, della serie non è possibile che sia finito così presto. Per me i finali dei libri sono sempre ed inequivocabilmente “tirati via”, nel senso che è talmente tanta l’ansia da THE END che si profila verso le ultime tre pagine del libro, che per forza di cosa la parola FINE arriva sempre troppo presto
  • disorientamento, nel senso di “E ora che faccio???”. Non so mai come e cosa fare fisicamente, non riesco a chiudere il libro, tentenno sull’ultima pagina per passare alla copertina e poi al retro del libro e leggere di nuovo le critiche, riguardare le immagini scelte dall’autore per se stesso o per caratterizzare il libro e mi sento persa.
  • abbandono, sensazione che di solito arriva immediatamente dopo il disorientamento, mi sento abbandonata, sola, triste, perchè di fatto è come se la storia narrata dall’autore per uno dei personaggi che sento rappresentarmi mi lasciasse, ed io non sapessi che fine fa quel personaggio e di conseguenza che fine faccio io.
  • curiosità, ossia la voglia incredibile di sapere cosa farà al termine del libro il personaggio a cui mi sono più affezionata e come farebbe continuare la sua vita l’autore, perchè è come pensare di sapere come qualcun altro farebbe a vivere la MIA VITA.
  • arricchimento, e mai svuotamento, perchè un libro non ti svuota (a parte di lacrime), ma ti riempie di un sacco di cose e spesso da una pagina all’altra.
  • empatia, sensazione di immedesimazione, perchè quando leggo e mi sento vicina ad un personaggio VIVO le sue stesse sensazioni, mi ci ritrovo, le capisco, le interiorizzo.
  • gratitudine, per aver riempito il mio tempo, per avermi permesso di entrare in mondi e in storie a me conosciuti o sconosciuti poco importa, perchè raccontati da un altro punto di vista, per aver acceso le mie emozioni e farmi riscoprire ogni volta in grado di sentirmi viva.
  • prospettiva, perchè ogni libro che finisce mi fa pensare a quanto sia bello saper scrivere, a come sia importante che chi sa farlo riesca a regalare mondi paralleli, momenti di estraniazione dal reale, possibilità di interpretare vite e personaggi che forse, in parte, ci appartengono e che non potremmo essere quotidianamente.

La fine di un libro è come la sensazione di un amico che parte, di un saluto che sai modificherà il modo di vivere il tuo domani, e non puoi riporlo sulla libreria perchè è un saluto doloroso. Il libro rimane chiuso esattamente nel punto in cui ho sfogliato l’ultima pagina, è lì il suo posto per qualche tempo, come a ricordarti che lui c’è stato esattamente nel momento in cui tu avevi bisogno di lui.

 

8 Comments

  1. Sulla scelta del libro io sono esattamente come te, ma credo anche come molti. Ci sono incroci quasi fatali, tra gli scaffali delle librerie. La metafora del cibo è azzeccatissima, aggiungerei un termine che si usa spesso: “divorare” 🙂 E poi… grazie per questo post, sono assolutamente d’accordo, come hai capito, anche sul disorientamento, io un libro appena finito non lo rimetto mai subito nella libreria, sarebbe un gesto ingiusto, come a dire “adesso torni nel mucchio”. Aspetto sempre un po’ di tempo…

    1. Non esiste che il libro torni nel mucchio!!!!! E la cosa pazzesca è che rimane sul bracciolo del divano oppure sulla mensola e quando passo i miei occhi incrociano la copertina e riappaiono alla mia mente immagini nitide…fino a quando non diventano sfocate lui sta lì!!!!!!

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