I nostri tempi non sono i loro

Tempi di mamme, tempi di bimbi
Tempi di mamme, tempi di bimbi

Questo è sicuramente un argomento spinoso, di quelli che ti trovi a scrivere più per esorcizzare una (tua) abitudine che sai non essere corretta e rispettosa della personalità e libertà dei tuoi figli.

Di quelli che sai perfettamente che se porti all’attenzione di un qualunque professionista di settore (pedagogista, psicologo che sia) ti apostroferà ribadendoti che il ruolo del genitore è guidare e accompagnare un processo di crescita, non condizionare e influenzare secondo i propri paradigmi.

(…..sospiro….)

Siamo genitori non siamo santi, e su questo direi che non ci piove, almeno per quanto riguarda la sottoscritta. Aggiungiamo anche che la mia formazione è di estrazione pedagogica, e di fatto è come se me le cantassi e suonassi!!!

Ma la vita è diversa da quella che si legge sui libri, e anche su questo non ci piove! E soprattutto i figli sono con te tutti i giorni per buona metà delle ore della giornata e tendenzialmente nelle ore meno entusiasmanti: il mattino quando rognano per risvegliarsi, il pomeriggio quando rognano perchè sono stanchi e devono fare i compiti (se grandini) oppure rognano perchè vogliono giocare con te e tu non hai tempo perchè sei appena rientrata e devi fare solo 2000 cose (se piccoli), la sera quando rognano per andare a letto o per guardare un programma che piace a loro alla tv, la notte quando rognano per un brutto sogno,  o hanno sete, caldo, freddo…..Insomma a ben pensare “rognano” mi sembra la giusta parola chiave (la metterò come tag!!!)

Nella convivenza quotidiana con i figli direi che ti senti anche abbastanza legittimata nel fare loro delle richieste che a te sembrano di buon senso e che tutto sommano aiutano a convivere più sereni e in un ambiente meno simile possibile ad un porcile. Oppure dare ritmi regolari che riguardano lo svolgimento dei compiti, per consentir(TI)e una migliore organizzazione nelle mansioni domestiche, nell’organizzazione del servizio-taxi-attività-bimbi, nella preparazione della cena, nella cura del (tuo) corpo al quale ormai dai la stessa attenzione che presti allo specchio quando al mattino ti trucchi…del resto io non mi trucco!!!! 🙂

Perché mai dunque se le nostre richieste ci sembrano normali e sensate per loro sono bellamente da prendere ed accantonare con una frase della serie: “Un attimo“, “Tra poco“, “Aspetta“, “Arrivo“??????

Ovviamente la risposta è tanto banale quanto irritante, perché sai perfettamente che ciò che per noi è urgente, rilevante, sensato, ragionevole, visibile agli occhi, per loro non lo è; ciò che per noi è prioritario per loro non lo è; ciò che per noi è “adesso” per loro è “a tempo debito”.

Per cui o inventano una App per sincronizzarci reciprocamente (possibilmente loro a noi), oppure possiamo selezionare una rosa di richieste per le quali il “subito” deve essere rispettato, mentre per tutte le altre richieste impariamo a tollerare l’attesa della loro reazione, pensando che forse non tutto è indispensabile che venga fatto o detto quando lo vogliamo noi.

Concordate? No perchè io sto tentando di fare opera di autoconvincimento!!!!!!

firma_Sara

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