I NO aiutano a crescere…o no?

Sono una mamma bacchettona! Ok, l’ho detto! Ne sono consapevole, ma ci sto lavorando su!alt-gatto-colpevole

Mi definisco(no) una madre tedesca, nordica, perchè a casa mia basta(va) uno sguardo per mettere in riga i miei teppisti, una parola per creare il silenzio, un cenno per  stoppare un litigio. Mamma mia, detto così faccio quasi paura (del resto è Hallowen!!!).

Certo, questo soprattutto quando le prime due donnine erano ancora piccole, perchè ora ci vuole ben altro!!! Con Franz questo stesso non verbale non ha funzionato e ancora non mi capacito dove ho sbagliato!!!

Ad ogni modo, come vi dicevo, con gli anni sono sicuramente diventata più morbida, qualcuno mi ha descritta “rotonda” e devo dire che questa definizione me la sento davvero più mia. Sono rotonda, meno spigolosa, meno appuntita, più circolare nelle mie modalità, quasi come a dire che non esiste una vertice e una base, come in educazione dove si riceve e si dona, si impara e si fa imparare, si parla e si ascolta contestualmente, si ritorna sui propri passi, si sbaglia e si va avanti.

Il mio essere bacchettona andava e di fatto va di pari passo con una delle poche convinzioni che ho maturato, sia grazie al mio lavoro che alla mia mammitudine (oltre che ripensando alla mia educazione): i NO servono, serve dare dei limiti, serve porre delle regole.

Ma non per dimostrare il proprio potere sui figli (della serie fai come di dico io perchè te lo dico io!), ma perchè secondo me i bimbi e i ragazzi DEVONO SPERIMENTARE LA FRUSTRAZIONE di una negazione. Cos’è la frustrazione? Un disagio, un dolore che emerge a causa di un bisogno non soddisfatto.

Sappiamo tutti che è molto più semplice acconsentire ad ogni richiesta ci viene fatta dai nostri figli, perchè di fatto è più sbrigativo, non ci obbliga a dare spiegazioni su una negazione, non ci fa sentire in colpa per aver posto un divieto e ci fa sembrare più “brillanti” agli occhi dei nostri figli.

Ma è così? I figli ci amano di più se consentiamo loro di fare ogni cosa desiderano? Se esaudiamo ogni loro desiderio? Se accordiamo qualunque loro richiesta?

Io credo che dei limiti vadano posti, che i figli abbiano bisogno dei NO, perchè con un NO possiamo dimostrare (anche) attenzione, dimostrare contenimento, dimostrare interesse nei suoi confronti, purchè non sia un NO gratuito o colpevolizzante (della serie “Non ci vai perchè sennò tuo fratello rimane a casa da solo”).

Andrà sicuramente incontro ad una frustrazione, ma secondo me devono imparare a gestire le piccole o grandi frustrazioni, se trattasi di sane frustrazioni (imparare a capire che non si può ottenere tutto quello che si desidera).

Poi in certi casi possiamo anche spiegare il perchè di un NO, come in talaltri lasciare che il NO sia l’ultima parola (credo che non tutto debba essere necessariamente giustificato, alcune cose sono semplicemente NO).

Argomento non facile vero? E soprattutto non è facile essere coerenti quando ogni giorno sperimentiamo la vita che ci travolge, la stanchezza che ci affonda, il “fare” che ci occupa più del pensare a volte….

Però secondo me il blog è anche uno spazio per ricordare, soprattutto a se stessi, quello in cui si crede, e per prendere la forza da chi in certi momenti è più “sul pezzo” di noi e ci può aiutare a “tenere” in una data situazione.2011-03-05-Asilo-Circo-B-(30)

Il tutto condito con una sana dose di autoironia…..

firma_Sara

prima foto da www.trollando.it

4 Comments

  1. marzia

    Io credo che i No siano recinti amorevoli che danno sicurezza e delimitano i confini nei quali i bambini possono muoversi e crescere in sicurezza….solo non devono essere corazze per le nostre ansie,

    altrimenti diventano barriere che limitano la fantasia e alimentano le paure.

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