Giugno con il bene che ti voglio

Giugno, giochi d'acqua Chi è genitore ha sicuramente presente quale sia il mese dell’anno più temuto, più minaccioso, quello al cui pensiero cadono goccioloni di sudore grandi come noci di cocco. Il mese che ogni genitore vorrebbe cancellare dal calendario, nonostante sancisca definitivamente l’avanzare del periodo estivo, il tepore delle sere passate fuori casa girando in bicicletta con la brezza serale che rinfresca dal caldo afoso che inizia ad esserci durante il giorno.

Il mese di cui parliamo è giugno, un mese terrificante per un unico importante motivo: a giugno finisce TUTTO.

Giugno è un mese stupendo e contemporaneamente …..agghiacciante!!!!!!

Quando dico che a giugno finisce tutto intendo proprio tutto! E si intuisce dalle mille mila cene di saluto di tutte le attività che frequentano i nostri figli durante l’anno scolastico, a parte ovviamente la scuola. Sì perchè se si trattasse solo della cena di fine scuola, ci si salverebbe abbastanza velocemente, ma vuoi mettere le cene di conclusione delle attività extra scolastiche? Giugno è il mese dell’ingrasso per eccellenza! Ma oltre ad essere un mese impegnativo dal punto di vista della tavola, è anche un mese che prefigura il palesarsi del tremendo cruccio: cosa far fare ai propri figli al termine della scuola, quando tutto finisce e ti lascia in bocca quella strana sensazione come di….smarrimento.

DAI CAMPI RICREATIVI AI CAMPI SCUOLA

Innanzitutto specifico che la fine della scuola e delle relative attività extrascolastiche sono effettivamente un problema per i genitori che lavorano, perchè il pensiero che si formula a mò di nuvoletta sopra le teste di entrambi (più delle madri che dei padri a dire la verità!!!!) è: “Dove diamine li mettiamo adesso i bimbi????“. Una volta, quando generalmente era un solo genitore ad andare al lavoro mentre l’altro stava a casa a badare ai figli, il problema di giugno non si poneva. Certo sulle spalle della madre ricadevano ancora maggiori incombenze nella gestione dei figli, ma di fatto i bimbi trascorrevano a casa il loro tempo libero svuotato da ogni impegno (anche se una volta gli impegni erano probabimente meno scanditi da attività organizzate proprio perchè a casa c’era sempre qualcuno!).

Oggi si inizia a pensare a giugno in termini allarmati, da un anno per l’altro. Non appena finisce la scuola bisogna aver ben in mente il piano B, e poi finito il piano B quello C, fino ad arrivare ad agosto dove non c’è altra alternativa se non programmare le ferie per ricongiungere la famiglia e poter stare con i propri figli.

Durante gli impegni giornalieri ed estivi dei figli, i genitori rivolgono loro un pensiero la quantità di volte in cui un si può trovare una bancona da 100€ per strada: MAI. Infatti arriva la fine della giornata che al pensiero di chiedere: “Allora come è andata la giornata?” e ricevere per tutta risposta “Non mi piace, io voglio stare a casa“, si passa direttamente al “E’ pronta la cena, poi doccia e via tutti a dormire!“.

I campi estivi sono una manna che scende dal cielo perchè si agganciano, volutamente, all’ultimo giorno di scuola per coprire il bisogno delle famiglie per 4 settimane. Generalmente se durante l’anno scolastico, per ogni attività, c’è un’attenzione particolare da parte dei genitori (sempre la madre in ogni caso) per l’aspetto educativo-formativo-creativo-epistemologico-pedagogico-astrologico delle attività proposte, sull’estate il vero nodo cruciale della questione è: “Per 4 settimane siamo a posto!”. Ancor prima dello scadere del periodo del campo ricreativo si sceglie (parola grossa visto che non pullulano tante opportunità) una ulteriore proposta, che possa garantire il “badantato” della prole per altro tempo, almeno per tirare ad agosto. Tra le scelte, la più gettonata è il campo scuola, generalmente parrocchiale. Ai miei tempi ho passato un sacco di estati ai campi scuola, che ho vissuto tra un misto di amore e odio: odio iniziale perchè non volevo mai andare, amore finale perchè non volevo più venire via. Ai campi scuola si respira un po’ di libertà e solitamente si riposano le orecchie dalle continue lamentele genitoriali, si sperimenta l’autonomia e la vera separazione dalla mamma, oltre che dagli smartphone. Sì perchè i ragazzi, come nello scoutismo, vengono privati del cellulare tranne che per due orette al giorno prima della cena. E, udite udite, sopravvivono!!!!!!

Il campo scuola ha una durata di circa 8/10 giorni, al termine dei quali i ragazzi tornano e dormono per almeno 4 giorni filati (di solito svengono e i genitori dimenticano perfino che sono tornati, lasciandoli pertanto 4 giorni privi di qualsivoglia organizzazione). A quel punto arriva agosto con le opportunità di impegno praticamente azzerate e, il genitore disperato, azzarda perfino a lasciare i figli a casa da soli! Durante l’anno non lo farebbe assolutamente, ma la disperazione gioca brutti tiri e anche il genitore più recalcitrante depone le reticenze a favore di gesti spregiudicati che potrebbero attirare i giudizi di amici e parenti. Critiche che si spegnerebbero sul nascere nel momento stesso in cui il genitore in questione dovesse proporre di affidare la prole direttamente ai contestatori: non scherziamo eh?

Giugno, mese sicuramente bellissimo, è un mese di continua pianificazione. Tutta l’organizzazione che si mette in piedi durante l’anno va a farsi friggere e con lei la memoria di appuntamenti, orari, date e impegni. Da giugno in avanti cambia tutto e non è semplice ricordare i nuovi impegni, soprattuto quando questi sono moltiplicati per il numero dei figli e circostritti in un tempo stretto. A giugno è più facile dimenticare figli in giro, scordarsi di pagare l’uscita o la gita, svegliarli troppo presto (come da orario scolastico), portarli in un posto mentre ormai dovrebbero essere in un altro.

E incredile quanto giugno sia un mese in cui la felicità dei nostri figli sia inversamente proporziale alla nostra, in cui la sensazione di leggerezza dagli impegni dell’anno sia esattamente contraria a quella che proviamo noi genitori, che viviamo il termine della scuola ogni volta come un tradimento.

Caro giugno, ogni anno ti aspetto e ti critico, nonostante il bene che ti voglio!!!!

 

 

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