Giochi di ieri VS giochi di oggi?

Perchè poi debba esserci necessariamente una contrapposizione tra il modo di giocare di una volta e quello 2015-01-09-16.23.22odierno faccio un pò fatica a darlo così per scontato, pur riconoscendo che i modi di giocare e le tipologie di gioco possano essere effettivamente differenti. La suggestione di questo post me l’ha data mia figlia maggiore, con una traccia che doveva svolgere per la scuola che recitava: “Capita spesso che i genitori dicano ai figli: – Ai nostri tempi, anche se avevamo di meno, ci si divertiva di più-. Tu cosa ne pensi? Gli svaghi di un tempo erano più divertenti di quelli a disposizione oggi?”.

Partendo dal presupposto che direi che i miei figli non hanno mai sentito affermazioni di questo tipo da parte nostra (del resto siamo genitori così ggggiovani!!!!), credo anche che sia comunque un’affermazione che potrebbe prestarsi a facili demonizzazioni.

Innanzitutto mi sono chiesta: perchè una volta ci si divertiva di più? Era per la tipologia di gioco che si faceva, per come lo si faceva, per la compagnia che si aveva, per l’ambiente in cui si giocava? Perchè avere meno faceva divertire di più? E ancora…..Oggi i bambini si divertono?

Il paragone rispetto ai giochi di oggi cosa riguarda? Forse i giochi multimediali? L’utilizzo del pc, del telefonino, dei vari Nintendo, della Wii…?? E’ questo il “di più” a cui riferisce la traccia data a scuola? La traccia del resto fa riferimento a qualcosa che si aveva (o non aveva), quindi a qualcosa di concreto,  e non al come si giocava, ad una modalità….

Insomma, mi sono “intrippata”e nel frattempo avevo Sofia che mi guardava con commiserazione!!!! Del resto non aveva tutta la vita per sviluppare il tema e non poteva certo sapere che una semplice domanda: “Mamma, tu che giochi facevi da piccola?“, potesse scatenare l’inferno!!!!

Il compito di Sofia mi ha fatto riflettere sull’educazione al gioco che abbiamo (in questo senso forse “ho”, da tipica madre nordeuropea!!!!) dato ai nostri figli, sulla preferenza delle attività all’aria aperta, alla costruzione di giochi destrutturati, all’utilizzo dei giochi di società, all’invenzione e alla creazione di attività ludiche “a schema libero”, con materiali naturali, o con quello che hanno a disposizione o possono riciclare.

Mi accorgo, pensandoci, che ho cercato di proporre lo stesso modo di giocare che avevamo noi genitori, o i nonni, spesso mettendomi nella condizione di aiutare i bimbi a inventare insieme qualche gioco (i bimbi di oggi hanno veramente pochissima fantasia!!!).

Ho sempre cercato di far cogliere ai miei figli il bello di giocare con poco, di inventare, di lasciarsi stupire dall’imprevisto che spesso giocando fuori casa può capitare (una lucertola dalla coda mozzata che fa capolino, la gatta che scova e rincorre un topolino, una fragolina nata inaspettatamente nell’orto…), ma senza demonizzare i giochi tecnologici, che comunque vedo che divertono le ragazze ed hanno un plus per come sono strutturati e per le competenze che sviluppano. Non nego, infatti, che anche io ho giocato “ai miei tempi” al computer e spesso era una sfida che avevo direttamente con il software, e che mi incavolavo parecchio se perdevo o se sbagliavo qualche mossa, o al contrario esultavo come un’invasata quando superavo un nuovo livello!!!!!

Ma vuoi mettere incavolarti con una persona vera, in carne e ossa? Un computer non ti può certo rispondere, non ti porta al contraddittorio, non ti aiuta a riflettere su un “errore di comunicazione”. Al massimo ti risponde: Error, error, error!!!!

E’ un pò questo che cerchiamo di insegnare ai nostri figli: privilegiare occasioni che permettano di:

1) stare fuori, all’aria aperta (anche per togliere il colore grigio topo tipico delle stagioni fredde)

2) cercare giochi di gruppo, e quindi fare attività in compagnia ad altri bimbi per potersi confrontare, per allenarsi a non volere sempre avere ragione e a imparare a perdere

3) inventare giochi nuovi di zecca, magari dando loro una suggestione che poi possono sviluppare, e che possono cambiare ogni qualvolta concordino di inserire o modificare le regole del gioco o i meccanismi dello stesso

4) osservare, lasciarsi catturare da quello che li circonda, lasciare sfogo all’immaginazione, inventare storie, contesti, ambientazioni, tutto ciò che permetta loro di “perdersi” in una realtà non virtule, ma semplicemente costruita (un pò come la sensazione che ti dà leggere un libro!)

5) se si gioca alla wii, lo si deve fare coinvolgendo la mamma, alla quale piace un sacco giocare a wii sport o a just dance!!!!!

A questo punto non possiamo non chiedervi: e voi quali giochi facevate? Cosa ne pensate della traccia?

firma_Sara

2 Comments

  1. Pingback: TOP OF THE POST #20 – 19 Gennaio 2015 | momfrancesca

    1. Grazie Mamma Francesca per la citazione e per averci raccontato un pò di te!!!! Anche io non sono per demonizzare nulla, siamo comunque figli del nostro tempo, ma diciamo che “contingento” l’uso di alcuni strumenti a favore dello sviluppo della fantasia!!!!

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