Ezio Bosso: una vita in musica

Ezio Bosso
Ezio Bosso

Quando entra in scena la prima cosa che colpisce non è la sedia a rotelle, ma la grande carica di energia, il sorriso, la simpatia: la voglia di vivere!

La “cornice” è lo splendido Cortile della Pilotta, a Parma, e lui è Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra.

Al concerto c’è stata Valeria, la nostra Guest post di oggi, che ci accompagna in un mondo ed in un approccio alla vita (quella di Bosso) fatta di pura energia, di consapevolezza e coraggio, di accettazione e affermazione, di grinta e delicatezza.

Accompagnato da 8 violoncellisti Sabato 25 Giugno ha incantato e divertito il pubblico, portando in scena il suo disco “The 12th room”. C’è una teoria che dice che la vita sia composta da 12 stanze ( “Tranquilli!! Non ve le suonerò tutte!!” scherza).

Nessuno può ricordare la prima stanza dove è stato, ma pare che succeda nell’ultima. Stanza, significa fermarsi, ma significa anche affermarsi. Quando abbiamo trovato finalmente un posto dove fermarci abbiamo inventato le stanze. E gli abbiamo dato nomi, numeri e significati. La stanza dei giochi. La stanza della musica. le stanze della memoria. Sono infinite le stanze. Ma non ci pensiamo mai. Sono così comuni nella nostra vita che le releghiamo ad essere vane chiamandole vani. Poi ci sono le stanze con un carattere. Le stanze della gioia o del dolore. E stanze in cui rifugiarsi e quelle in cui recludersi. Per ogni stanza che percorriamo apriremo una porta che ci porterà dentro e fuori da esse. Le stanze sono vuote o piene e siamo noi a deciderlo. Come se le nutrissimo“.

Ci sarà anche qualche stanza che non ci piacerà, ma l’ importante è reagire al brutto con la bellezza, con il sorriso.

Ironico e auto-ironico, racconta storie e aneddoti sui grandi della musica e rivolgendosi a Chopin (malato di tubercolosi e famoso per la sua sfortuna) lo ammonisce: ” Fryderyk, è vero che non eri un campione di fortuna…. ma neanche un campione di allegria!!”

Ezio Bosso sfida la sua malattia con  il sorriso, con la gioia, e ci invita a non dare per scontate le cose belle.

Nel brano di apertura “Following a bird” racconta con la musica il suo “perdersi” seguendo il volo di un uccello…. perdersi per imparare a seguire, perdere i pregiudizi, le paure, il dolore, per imparare da ciò che SENTIAMO.

Con il brano “Rain, in your Black Eyes”  ottiene la sua prima “standing ovation” dal pubblico e si concede 10 minuti di pausa per “riavvitare le valvole” ( ” Non di più altrimenti i giornalisti scrivono che faccio pause troppo lunghe!”)

Nella seconda parte del concerto esegue brani dedicati al respiro, perchè “ci ricordiamo di respirare solo quando non ci riusciamo“. Con la sua musica Ezio ci parla del “primo” respiro, quello della nascita, del respiro rotto dal pianto, del respiro all’unisono con un’ altra persona… fino ad arrivare all’ultimo respiro, quello che continua a vagare, continua in un altro modo negli altri, il respiro con il quale continuiamo a esistere.

Il pubblico viene inglobato nella musica, sembra di respirare attraverso quelle note e di riscoprire fiducia e amore per la vita, attraverso la bellezza e la gioia.

Un grande concerto, un inno alla vita e una grande lezione per tutti.

Valeria

 

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