Di roller, skateboard, waveboard, hoverboard e altre….meraviglie!!!

Spesso uno pensa che basti essere sportivo, o definirsi tali, per poter affrontare tutte le sfide che la vita ti pone innanzi, anche quelle che non ti pone e che ti puoi andare tranquillamente a cercare da sola.

Spesso uno pensa che basti avere l’utilizzo di entrambe le braccia e le gambe per sfidare la fortuna e giocare ad equilibrismi come funanboli, anche quando sei consapevole che non ovunque puoi rimbalzare su una rete di contenimento.

Spesso uno pensa che tutto sia “un gioco da ragazzi”, senza pensare che ragazzo propriamente non lo si è decisamente più.

Se sono arrivata all’età di 40 anni senza aver mai usato due o quattro ruote sotto i miei piedi, un motivo ci sarà pur stato. Per cui non mi spiego perchè io abbia voluto indagare oltre queste motivazioni!!! Proprio non me lo so spiegare….!

E invece ho iniziato, dapprima con i roller, poi con lo skate e lo wave per arrivare all’hoverboard! E sono ancora qui per raccontarvelo!!!

Galeotta fu mia figlia. Del resto c’è sempre un motivo per il quale un giorno qualunque, mentre stai facendo una cosa qualunque, ti viene in mente di fare una cosa del tutto eccezionale. Quel giorno mia figlia, che decide quell’anno di farsi regalare i suoi primi roller (altro che pattini di quando eravamo giovani noi che avevano bisogno del carbone per andare avanti!!!!), che vuole portarli in pista per provarli su una superficie liscia. Io la guardo dapprima con una certa indifferenza, poi con un’accennata superficialità mista a pseudoapprovazione, per arrivare a grondare famelicamente bava per poterli utilizzare solo una volta, con la promessa che si sarebbe trattato solo di un attimo, il tempo di un giretto supersonico per la pista. Ma poi si sa come vanno queste cose: per arrivare a fare il giretto supersonico, bisogna imparare a stare in equilibrio appoggiati, modello bordeggiamento del neonato; poi ti lasci ondeggiando scattosamente e ritmicamente in avanti e all’indietro, per mantenerti infine eretto e guadagnare pochi metri in completa autonomia; quindi prendi confidenza e provi a spingere sulle gambe sferzando l’aria come un discesista, iniziando ad essere un po’ più sicuro di te, finchè inevitabilmente cadi rovinosamente a terra. A quel punto il giro non è completato, per cui come insegni ai tuoi figli quando si inceppano nel dire la poesia a memoria, via tutto da capo e il cronometro conta inesorabile il passare delle mezz’ore in cui i roller stanno saldamente ormeggiati ai tuoi piedi.

Poi viene il tempo dello skate, perchè quelle evoluzioni che i tuoi figli vedono fare in tv dai ragazzi per strada, chiaramente devono poterle riprodurre anche loro! E tu che fai? Inizialmente pensi che sia una fatica assurda lo skate, perchè di fatto fai km e km di strada a piedi, fintamente riposando durante la spinta perchè in realtà sei continuamente a smontare dall’attrezzo per dare più velocità. Poi però ti scatta dentro qualcosa che ti incoraggia a provarci, giusto per testare che sia veramente così faticoso. E provi! E cadi! E riprovi finchè, sudando come una pazza, ti convinci che sia molto più stimolante fare la strada a piedi invece che a bordo di uno skate, rispetto al quale conosci l’1% delle potenzialità, perchè chiaramente tutte le evoluzioni tu non le sai proprio fare!!!!

Quando pensi il magico mondo delle 4/6 ruote sia finito, arriva lo waveboard e

quello veramente è una magata, perchè non devi scendere tutte le volte dall’attrezzo per darti la spinta, ma mentre sei sopra con un semplice movimento del bacino e delle gambe gli fai prendere velocità!!!! Ecco, quello fa proprio per me. Così all’alba dei miei 40 anni lo provo senza se e senza ma, perchè so che è fatto proprio per me. Il problema è che invece lui non lo sa, e dopo essere caduta tre volte (sempre sullo stesso gomito!) senza arrendermi perchè era solo colpa della pavimentazione (ricordiamoci che sono un capricorno!!!), qualcosa si è incrinato, anzi si è proprio rotto! Gesso per 40 giorni.

 

Hoverboard

Ecco avrei dovuto mettere la testa a posto, dopo essere stata derisa da grandi e piccini per almeno un anno (veramente sono ancora oggetto di dileggio!!!), la lezione sarebbe dovuta servirmi. Sarebbe. E invece sparano sul mercato un nuovo attrezzo, uno skate motorizzato: l’hoverboard! No dico, motorizzato, un piccolo veicolo a due ruote che va grazie allo sbilanciamento del corpo e alla carica elettrica. Ho provato ad oppormi con tutte le mie forze, non volevo nemmeno che arrivasse in questa casa, nonostante Anny lo desiderasse tantissimo e stesse facendo la colletta per raggranellare i soldi necessari. Ma il papi si è messo contro di me, praticamente una congiura!!!! Giuro che non volevo provarlo, che ho tentato di resistere per almeno un giorno intero (complice anche una cervicale allucinante che mi impediva di essere flessibile nei movimenti), ma poi ho ceduto: i miei figli mi chiedevano ripetutamente di provarlo e io non potevo certo dare loro un dispiacere negandomi a questa esperienza. E così sono salita. E non sono nemmeno caduta!!!

Da tutta questa faccenda ho capito una cosa: che l’importante è sentirsi giovani dentro e non conta l’età? Anche! Ma soprattutto che è sempre tempo per mettersi in discussione, che spesso i limiti sono solo mentali (anche se un gesso in un braccio è decisamente anche un limite fisico!!!) e che la prossima punizione che posso dare ai miei figli sarà di gran lunga la migliore che io abbia mai dato perchè mi consentirà un utilizzo illimitato dell’hoverboard!!!!! 🙂

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