Come ti spiego la povertà?

Ci sono domande da parte dei bimbi che mettono parecchio in imbarazzo noi adulti, domande che non devono riguardare necessariamente argomenti o temi particolari per esserlo, come il sesso o la religione, ma che a volte spiazzano proprio perchè inattese. Ci sono domande che solo in apparenza possono sembrare semplici, ma che in realtà ci lasciano interdetti a bocca aperta, senza la possibilità di trovare risposte adeguate…per noi e per loro.

Una di queste domande, del tutto inaspettate per me, è stata quella del mio seienne, che un giorno mi guarda e mi chiede cos’è la povertà e, soprattutto, perchè ci sono le persone povere.

ARGH!!!!!

Tutto nasce dal fatto che qualche giorno fa il piccolo di casa ha visto una persona per strada dormire, sopra un cartone, avvolta da qualche coperta sporca. Lì per lì, come spesso accade nei bimbi, non ha fatto alcuna domanda. Poi d’un tratto, qualche giorno dopo inaspettatamente e apparentemente senza alcun nesso con quello che stava facendo, mi si rivolge accigliato e perplesso per chiedermi: “Mamma, ma perchè ci sono persone povere? E dove dormono?”. Senza aspettare alcuna risposta da parte mia (visto che probabilmente ha notato il mio spaesamento, gli occhi rivolti al cielo alla  spasmodica ricerca di una risposta sensata tra le nuvole), dai suoi occhi ho capito che stava iniziando a cercare da solo collegamenti e a trovare le sue ragioni. A quel punto ho avuto un’idea.

COME TI SPIEGO LA POVERTA’?

In casa abbiamo sempre introdotto il tema della povertà (anche per il lavoro che faccio, ma soprattutto perchè oggi i poveri sono decisamente più vicini a noi), cercando di contestualizzarla in modo che fosse alla portata della comprensione dei più piccoli. Partendo dall’assunto che nemmeno io adulto so giustificare l’esistenza di persone povere e persone benestanti (se non con una diseguale distribuzione di ricchezze e un insensato sfruttamento delle risorse dei territori, concetti non proprio intuitivi per un bambino), in generale cerchiamo di far passare il concetto che al mondo ci sono persone che stanno meglio di altre, ma anche tante che stanno molto meno bene di noi. Lasciamo che passino immagini alla televisione, cerchiamo esempi differenti a seconda dell’età dei figli e chiaramente tanto più concreti quanto minore è la loro età, lasciamo spazio alle loro domande e a volte introduciamo argomenti per creare discussione.

Con Franz, però, ho capovolto la questione, e ho girato la domanda a lui, per capire cosa lui pensasse della povertà. Riporto la conversazione che ne è nata e che ancora mi fa commuovere.

Io. Franz perchè ti è venuta in mente una persona povera?

F. Perchè ho visto un signore che dormiva per strada e quando ho chiesto alla sorella perchè lo faceva mi ha detto che era povero

Io. Una persona povera quindi dorme per strada?

F. Sì, al freddo, senza un tettuccio sulla testa, ma come fa poverina? Non avrà freddo adesso che c’è l’inverno?

Io. Già…ma alcune persone si riparano, per esempio sotto un tetto, o nelle stazioni…

F. Davvero? Che bello, così possono stare al calduccio!!! Se c’è una persona che non ha un tetto sulla testa, possiamo farla venire a casa nostra! Così sta caldosa!!! 

Io. Ma quindi una persona povere manca di una casa e un tetto sulla testa?

F.

Io. Secondo te queste persone che sentimento provano, come si sentono, sono contente o sono tristi?

F. Sono tristi, perchè hanno freddo e la stazione alla notte fa paura

Io. Le persone a cui manca qualcosa sono povere quindi? E se a un bimbo mancano i genitori, o mancano gli amici com’è?

F. E’ povero anche lui, perchè i genitori servono a dirti cosa è giusto e sbagliato e le sorelle ti fanno arrabbiare, ma anche le coccole

Io. E gli amici?

F. Gli amici servono a giocare a calcio e a giocare per l’intervallo

Io. Quindi possiamo dire che una persona è povera quando è triste e le manca qualcosa, come una casa o un tetto, o qualcuno, come i genitori o gli amici?

F. Sì!… Però adesso basta di parlare di questa cosa…Giochiamo a calcio?

Perfetto! Non so quando mi farà altre domande in merito alla povertà, ma credo che le risposte che si è dato da solo valgano più di mille mie parole sermoniche sul tema.

E io, anche ora che rileggo la nostra conversazione, chiudo il post con il sapore dolce amaro che solo le parole di un bambino, nella loro estrema verità, possono lasciare nella bocca di un adulto.

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