Bloggo perchè

Bloggare step 1
Bloggare step 1

Ciao, sono Sara, ho una qualche decina di anni, tre figli, un marito, un lavoro che mi impegna tutti i giorni, una casa da gestire, una gatta, uno sport che pratico regolarmente, un’attività di teatro che amo fare, la lettura che mi appassiona, sono rappresentante nella sezione della materna che frequenta il mio ultimogenito e finalmente ho aperto (con Monica) un blog.

Non ne avevo abbastanza? Beh, a ben pensarci …….NO.

Già scrissi altrove (Una mamma con un cassetto pieno di sogni) quanto siano numerosi i sogni che vorrei realizzare, quanto inesauribile sia la la mia voglia di fare, di progettare, di riempire i miei (pochi) tempi vuoti con idee che possano ogni volta arricchire la Sara che sono e quella che sarà. Il blog probabilmente nasce proprio in un periodo in cui attraversavo un periodo meno generativo (in effetti il terzo figlio aveva già un paio di anni) ed io cercavo qualcosa dove incanalare un po’ delle mie energie.

In verità non ho mai avuto la passione per la tecnologia, il pc lo usavo solo per questioni di lavoro, il cellulare pure ed era ben lungi da me l’era dello smartphone e di tutte le varie app che in esso possono essere contenute ed utilizzate. Ho iniziato a “frequentare” i social più per curiosità che per effettiva passione e a dirla tutta non capivo nemmeno tanto il senso del loro utilizzo. Ho sempre preferito i contatti veri a quelli virtuali, parlare a voce e non attraverso i “mezzi di comunicazione”, frequentare le persone e non vederle tramite il web o snapchat o skipe.

Ho sempre tenuto un “diario segreto” fin da quando ero piccola e ho sempre scritto tutto quello che mi passava per la testa usando la carta e la biro, perché ho sempre creduto molto nel valore della memoria scritta, per me e per i miei cari principalmente (complice anche il fatto che ho sempre avuto pensieri non propriamente allegri sulla mia lungodegenza su questa terra, sicché il diario ha “funto” come una sorta di testamento anticipato….).

Ho sempre creduto molto nel confronto, nella possibilità della contaminazione che hanno le idee, nella necessità di contagiare i propri pensieri, di scambiarsi opinioni, di imparare dalle esperienze degli altri, e un diario segreto questa possibilità non te la dà, se non dialogando con la tua vocina interiore, e tutto sommato la cosa non è sempre molto divertente!

Quindi, ho cercato un connubio tra la mia mano scribacchina e il mio desiderio di condivisione e….ho trovato che l’idea del blog potesse essere la più semplice al mio problema: scrittura+tecnologia=blog.

E quindi bloggo perchè:

  1. amo scrivere, tanto o forse più che leggere, perché dopo una giornata di lavoro, dopo aver ordinato le questioni di casa, dopo aver dato tempo a tutto e a tutti, ho necessità di prendere contatto con me stessa, con i miei pensieri, di continuare il lungo cammino che mi porta ogni giorno a conoscermi un po’ meglio e a fermarmi un attimo a riflettere.
  2. amo il mondo dei bambini, mi perdo tantissimo a guardarli, ad ascoltarli, a raccontare loro storie o farmele raccontare, inventare situazioni e creare cose insieme, e credo che i miei figli siano il capitolo più bello della mia vita.
  3. è una opportunità per esporsi, per dire quello che penso, per raccontare qualcosa di me e raccontare le mie esperienze, per potersi confrontare più che apertamente, per imparare molto da persone che non si avrebbe l’opportunità di conoscere diversamente, per condividere e per riflettere.
  4. il blog è uno spazio creativo, un piccolo mondo parallelo, uno spazio mio, ma aperto a chiunque voglia parlare e ascoltare, uno spazio democratico perché puoi decidere di replicare a quello che leggi, ma anche di non intervenire affatto, di leggere o di non farlo.
  5. penso ci siano tante mamme (o papà) che si sentono sole, che si sentono inadeguate e che abbiano bisogno di potersi sentire accolte, ascoltate, abbracciate anche se solo via web, sostenute e incitate, stimolate a pensare che certe sensazioni e certe emozioni sono normali e consigliate su come e cosa fare anche nella pratica rispetto alla gestione dei propri cuccioli.
  6. forse avevo bisogno di allargare i miei confini, forse sentivo l’esigenza di incontrare persone nuove, diverse, di rimettermi sul banco di prova, di capire se “il mio qualcosa da dire” poteva interessare anche qualcun altro oltre a me stessa, di lasciarmi incontrare da altre mamme, da altri papà, da altri che come me hanno scelto di parlare di sé attraverso tematiche per loro interessanti.
  7. è un tempo che non utilizzo sterilmente facendo brillare la casa (tranquilli, se arrivasse mai a brillare significherebbe che è andata in mano a qualche altro proprietario!!!), ma che preferisco impiegare imparando anche cose nuove, aggiornandomi attraverso la sperimentazione, su un modo di comunicare 2.0 (si dice così, no?) che ha sicuramente dei limiti, ma tante opportunità
  8. per finire, mi fa sentire viva, e sapete quando sia importante per me coltivare passioni che alimentino il mio fuoco, no? (leggi anche Vivere o sopravvivere?)

E voi amici, cosa fate per sentirvi vivi?

firma_Sara

 

 

 

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