Allattamento tra senso del dovere e del piacere

Elisa di Miprendoemiportovia con  Manina
Elisa di Miprendoemiportovia.it con Manina

L’allattamento al seno è sempre stato al centro di una serie di polemiche e convinzioni.

Quando ho scoperto che sarei diventata mamma, ho partecipato al mio primo corso pre-parto, e ho scoperto la grandissima attenzione che veniva riservata all’allattamento al seno. A me del resto è sempre sembrato più che naturale allattare mio figlio al seno per cui ero “allineata” a quello che mi veniva detto.

Ma è sempre cosi?

Quando sono diventata mamma, credevo che l’attaccamento al seno sarebbe stata una cosa semplice e naturale, per cui nell’accostare la boccuccia di mia figlia al seno credevo che lei molto spontaneamente avrebbe iniziato la suzione, e il tutto si sarebbe risolto come nelle migliori pubblicità, modello mulino bianco.

Non è stato decisamente così!

Ho imparato molto presto, grazie a delle brave ostetriche, che esisteva una “procedura” per aiutare il bimbo (e la mamma) a instaurare la loro prima relazione. Dopo questi primi momenti, anche molto dolorosi perchè il seno non è pronto immediatamente ad essere aggredito dalle fauci fameliche di un microcucciolo di uomo, per quanto mi riguarda il tutto è filato abbastanza liscio (tolte le ragadi, e le diverse mastiti).

Ho sempre creduto nell’allattamento, nelle proprietà benefiche del latte della mamma, nella capacità che ha di costruire un contatto con il proprio piccolo del tutto unico, nel fatto che aiuti a proteggere il bimbo da malattie passandogli una fonte naturale di anticorpi.

Ma credo anche che il fatto di riuscire ad allattare, oltre al fatto di crederci, abbia determinato anche il mio piacere nel farlo. Ho sempre allattato ovunque, senza alcun problema o imbarazzo.

Ho incontrato nel corso del tempo diverse mamme che invece non hanno vissuto la stessa esperienza. Ho parlato con molte amiche che, pur credendo nell’allattamento, si sono sentite colpevoli per non essere riuscite a farlo (le problematiche e le cause possono essere imputabili a diversi fattori come ai capezzoli, o a blocchi di carattere psicologico, o al senso di inadeguatezza o apprensione). Credo che il punto, però, sia interrogarsi sul rischio che si corre nel far passare il concetto del DOVERE allattare, costi quel che costi. Mettere forse solo l’accento sull’allattamento al seno, senza introdurre anche in modo legittimo l’allattamento artificiale, potrebbe far passare il messaggio che chi allatta al seno è brava e adeguata, chi non lo fa non corrisponde alle caratteristiche della mamma doc.

Non credo sia corretto demonizzare chi non allatta (sia per scelta, per presunta o reale incapacità e impossibilità fisica o psichica), ma invece sia corretto informare su tutti gli aspetti positivi dell’allattamento al seno (siano essi di carattere organolettico, immunitario, alimentare, economico, pratico, funzionale,  e affettivo-relazionale).

Il senso di inadeguatezza che spesso si avverte per non corrispondere alla mamma “doc”, ossia in grado di allattare, si aggiunge al già naturale senso di impotenza e di incapacità provato dalle neo mamme. Non è facile uscire da questo circolo vizioso, bisognerebbe forse evitare di stigmatizzare chi non allatta, interrogandosi su come aiutare le mamme ad ascoltare il proprio corpo, a sentirci capaci, a vivere più serenamente uno dei momenti più belli della vita. E forse, chissà, anche chi dice di non essere riuscito ad allattare, avrebbe potuto avere una chance in più da giocarsi, vivendo l’allattamento non più come dovere solo sociale, ma come scelta personale.

 

(Un ringraziamento speciale a Elisa di miprendoemiportovia che ci ha regalato la sua foto mentre allatta Manina)

firma_Sara

8 Comments

  1. sull’allattamento si dice, si legge tutto e il contrario di tutto! io credo che vada preso SERENAMENTE nel bene e nel male. Se si riesce ad allattare o meno. Personalmente ho avuto due esperienze, con la mia prima figlia ho allattato ma dando sempre un po’ di complemento in quanto lei aveva il frenulo della lingua corto. Il secondo più vorace é stato allattato in modo esclusivo fino ai sei mesi (ovunque) poi dimlinuendo con lo svezzamento fino ai 9 mesi. Ho amiche che hanno allattato fino ai 2 anni e una che invece non vuole allattare per non rovinarsi il seno, che per me é una cosa assurda..ma non posso criticare; ognuno fa le sue scelte…
    Vorrei segnalare però un libro che si intitola : “Latte di mamma, tutte tranne me
    Quando l’allattamento non funziona: riflessioni, testimonianze, e consigli pratici” di Giorgia Cozza
    Perché noi madri siamo brave a farci mille seghe mentali e colpevolizzarci per nulla..quando invece dovremmo prendere le cose nel modo migliore per trasmettere la nostra serenità ai nostri cuccioli!!

    1. Grazie per aver raccontato la tua esperienza e per la segnalazione del libro!!! Sono completamente d’accordo con te rispetto alla serenità con la quale si vivono certe situazioni, che inevitabilmente si trasmette anche a chi ci sta intorno o che si “nutre” del contatto con noi, magari anche senza alimentarsi tramite noi.A volte chi sta intorno dà consigli senza entrare in sintonia con chi ha di fronte rischiando di innescare frustrazioni e sensi di colpa, soprattutto in chi è alla sua prima esperienza o è in un momento fragile come quello del post parto.

  2. Grazie…non solo per questo post che conforta molto chi non è riuscita ad allattare, ma anche perché hai risposto al mio intervento sul post di Ketty (nel nostro blog kevitafarelamamma.it).
    Che dire? Io spero tanto, se avrò un altro bambino, di riuscire a farcela e di non avere i problemi che ho avuto con la mia bambina. Ma se li avrò di nuovo, sarò comunque una mamma perfetta;-)
    Ti abbraccio
    Vivy

    1. Cara Vivy, ti auguro di poter provare l’esperienza dell’allattamento con il piacere che ho avuto io nel farlo per tre volte, in caso contrario sarai sicuramente una buona madre. Per fortuna la capacità genitoriale non si misura con la quantità di latte che si produce!!!!! Personalmente non credo esistano genitori perfetti, per la sanità mentale dei nostri figli, sennò ti immagini che frustrazione x loro??? Un abbraccio

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