Adolescenza, qua la mano!

Adolescenza e relazioni
Adolescenza e relazioni

Sto leggendo un libro molto interessante che finalmente parla di adolescenza!!! Se ci badate c’è tantissima letteratura sull’infanzia, ma veramente molta meno sul tema adolescenza. Il libro l’ho scoperto casualmente e mi ha intrippato (voce del verbo intrippare!!) immediatamente. Non rivela particolari o clamorose scoperte in merito, ma devo dire che pur nella sua semplicità, a volte pseudo-ovvietà, fa riflettere. E vi dico esattamente su cosa ha aperto gli occhi a me.

L’ADOLESCENZA DEI FIGLI RIAPRE SU QUELLA DEI GENITORI

L’autore nel corso del libro snocciola diversi argomenti, dando chiavi di lettura su comportamenti di figli adolescenti, ma anche su atteggiamenti di noi genitori nei loro confronti. Ci invita a pensare a quali sono le nostro domande riguardo a forse il più complesso e disorientante periodo della vita dei nostri figli.

Tra le cose che più mi ha colpita e mi ha fatta sgomentare (immaginate la faccia del bambino di “Mamma ho perso l’aereo” quando si rende conto di essere stato dimenticato a casa da solo…ecco quella è la faccia che ho avuto io!!!) tra i vari suggerimenti (libri da leggere, video da guardare insieme in famiglia, test/esercizi da fare da soli o in coppia o da proporre ai propri figli), c’è un una domanda che ci viene consigliata come genitori (come madri o come padri): Quali aggettivi troverebbe mio figlio per descrivermi.

E ancora, ci viene chiesto di pensare a cosa dava più fastidio a noi (madre o padre) dei nostri genitori quando eravamo noi adolescenti.

PANICO! Ma non perché non saprei trovare degli aggettivi che i miei figli userebbero nei miei confronti, ma PROPRIO PERCHÉ conosco perfettamente quali potrebbero essere, e credo non mi piacerebbero per niente!!!

Insomma, avete presente gli esercizi del “mettersi nei panni di“? Proprio quelli.

Tra i tanti aggettivi che i miei figli sceglierebbero per definirmi sono certa che si guadagnerebbero il podio:

  • agitata
  • impegnata
  • ridolosa (un po’ come petalosa insomma)

L’ultimo è quello che spererei veramente dicessero, perché non mi sento una mamma imbalsamata in un ruolo (serioso, impeccabile, esemplare, imperturbabile, ingessato). Vorrei davvero che potessero dire che con la mamma si ride, si scherza, ci si diverte (anche), ma ho paura che passi l’immagine di una mamma spesso attaccata al vietare e redarguire. Per carità, è il ruolo della mamma dare regole, chiederne il rispetto, mantenere l’ordine, altrimenti diventerebbe molto difficile la convivenza in cinque!!!

Tuttavia vorrei che i miei figli ricordassero di me le risate, i “caldi abbracci” alla Olaf, i voli in aria nel prenderli in braccio (sempre più difficili ora a causa della mole dei “piccoli” non più così esile!!!), le pazzie tra facce buffe e voci artefatte.

Sicuramente però ho la curiosità di chiedere a loro come mi definirebbero, perché potrebbe essere un buon modo per rimettere in discussione le speranze, e provare a modificare il ricordo che sto lasciando in loro di me. E sono convinta che il tempo sia sempre un alleato per poter ridefinire contorni, spennellare con nuovi colori dipinti consunti e dare nuova veste a comportamenti forse troppo stereotipati.

E invece, voi amici, cosa pensate direbbero i vostri figli per definirvi con tre aggettivi?

firma_Sara

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