Adolescenza: Mamma, io esco!

Adolescenza: io escoSiamo giunti alla fatidica età in cui tuo figlio, nel mio caso figliA, non ti chiede più le cose, ma te le comunica, della serie ti informa di qualcosa che ha già deciso e che non presuppone il tuo beneplacito, ma semplicemente il tuo esserne a conoscenza. Di quando tu dici: “Scusa ma potevi parlarmene!” e per risposta ottieni un “Infatti, te l’ho detto!”.

Siamo arrivati al quel punto della vita dei figli in cui tu genitore servi esattamente come il sale per un iperteso, perchè i figli si sentono padroni della loro vita e delle loro scelte e tu conti come il due di picche quando la briscola è bastoni. Anche se a volte il bastone lo useresti nei loro confronti in modo diverso dal gioco delle carte!!!!!

Siamo giunti alla fatidica Adolescenza, momento in cui la frase che normalmente ti senti dire, o meglio senti aleggiare nella casa perchè può essere rivolta a te come al muro della cucina, è:

Mamma, io esco!

Quando tuo figlio dice “Mamma, io esco!”, normalmente lo fa o da un punto di almeno 500 metri rispetto a dove sei tu, mentre sei al piano superiore e lui è al pian terreno, oppure quando tu sei sotto il phon, o quando stai tirando l’aspirapolvere, per cui generalmente tu urli un “Ehhhhh??????” che lui già è fuori dalla porta che va.

MAMMA, IO ESCO…PER PUNTI

La frase “Mamma, io esco” di solito è utilizzata da un adolescente che con questa frase tendenzialmente vuole esprimere i seguenti significati:

  1. Mamma, ti informo che esco
  2. Mamma, IO esco…. e TU non puoi certo impedirmi il contrario
  3. Mamma, esco, non aspettarmi alzata
  4. Mamma, esco, punto.
  5. Mamma, esco e te lo dico perchè sono una persona gentile
  6. Mamma, esco…mi dai qualche spicciolo
  7. Mamma, esco quindi non cercarmi (a meno che non sia questione di vita o di morte!)

La prima volta che un figlio ti dice in modo abbastanza lapidario che esce, tu madre rimani interdetta, perchè davanti a te passano le immagini più strappalacrime che tu possa mai aver potuto immaginare: vedi tuo figlio neonato, con il ciuccio in bocca, che dorme placidamente tra le tue braccia e che dipende da te in tutto per tutto, che ad un tratto si toglie il ciuccio di bocca, ti guarda e ti dice, con la voce alterata dagli ormoni: “Mamma, io esco!”. Un po’ come il film “Il padre della sposa” in cui il padre continua a vedere la figlia che parla di matrimonio e che andrà via di casa come un’eterna bambina.

Superato (ma quando mai???) il trauma delle prime volte, affronti il “Mamma, io esco”, in modo un po’ più maturo e inizi a dar prova di tutta la tua sicurezza e serenità materna rivolgendo all’erede una paio di semplici domande: Dove vai? E con chi? Con cosa esci? Chi ti viene a prendere? Con chi torni? A che ora pensi di tornare? Conosco i tuoi amici? Siete tutti maschi/femmine?

Nel momento stesso in cui ti accorgi che questo interrogatorio  desiderio di essere messa a conoscenza non funziona, ti giochi una carta che sei certa ti farà vincere la battaglia: “Tuo padre lo sa????“. Come se il fatto di tirare in ballo la figura paterna potesse ristabilire un certo ordine alle cose, potesse far vacillare la sicurezza con cui il presuntuosello vuole affermare la propria libertà di decidere, come se tu fossi davvero convinta che il padre potesse sovvertire lo stato delle cose. In realtà capisci perfettamente che è solo un inutile tentativo di prendere tempo e di rallentare l’uscita di casa del sovversivo, visto che quando lui informa anche il padre che esce, di solito quest’ultimo articola un discorso che inizia e si conclude con un “Ok!”.

Prima di farti prendere da un attacco di bile, quando ancora pensi di essere in possesso delle tue facoltà mentali e di un certo autocontrollo (che ha seriamente vacillato all’udire il monosillabo paterno!!!), richiami all’ordine il subordinato volando a frapporti tra lui e la porta di uscita e lo inviti perentoriamente cordialmente a fermarsi un attimo per “parlarne”. Come al solito dimentichi che un adolescente non parla, al massimo mugugna, tanto che alle domande sopra mitragliate, spesso e volentieri risponde rispettivamente con: “In giro”, “Gente”, “In bici”, “(un nome a caso a cui cerchi disperatamente di dare un volto!!!)”, “idem”, “presto”, “Non lo so”, “Non lo so”.

Nel momento stesso in cui il maestro di insensibilità esce dalla porta, inizia la parte dell’elaborazione del distacco (da parte tua, ovviamente non sua!!!!) e inizi a farti prendere dal panico pensando: Se gli succede qualcosa? Se fa qualcosa a qualcuno? Se beve troppo e poi vomita? Se beve poco e poi si disidrata? Se trova un balordo che lo pesta? Se si mette nei guai? E se non torna? E se mi addormento prima che lui torni (sarei una madre degenere, sarei una sconsiderata che non aspetta il figlio e nemmeno si preoccupa per lui….)? Se suda? Se ha freddo? Se rimane senza batteria del cellulare e non può chiamare? Se viene rapinato?

Sembra una frase semplice e banale quella che pronunciano i nostri figli adolescenti quando annunciano “Mamma, io esco”, ma probabilmente nessuno sa che nella testa bacata di una mamma passano mille e mille pensieri, ed ella prova mille e mille emozioni anche contrastanti (aspetta che ti do un bacio – aspetta che ti strangolo; aspetta che ti porto le chiavi – aspetta che ti chiudo dentro; aspetta che ti sistemo i capelli – aspetta che ti faccio lo scalpo) ed è attraversata da una serie di sensi: di colpa, di responsabilità, di libertà, di inutilità, di orgoglio, di follia, di nausea, di rabbia, di vuoto…

Insomma cari figli adolescenti, quando dite alla mamma che voi uscite, non fatelo ritenendo questa frase come semplice e banale, perchè non lo è per niente!

Perchè vostra madre, se ancora non lo sapete, è tutto, fuorchè semplice e banale!!!!!!

 

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