Adolescenza : “E’ qui la festa?”

è qui la festaSeguendo passo passo il percorso di sviluppo di un adolescente, dopo il fatidico momento di cui abbiamo già parlato delle uscite frequenti e ripetute (leggi a questo proposito Adolescenza: Mamma, io esco!), si propone all’attenzione dei genitori il tanto scongiurato quanto naturale periodo delle rischieste di partecipazione alle feste. E’ incredibile come a partire dall’età di 14/15 anni ogni pretesto sia buono per fare festa! Tu genitore scopri che ci sono feste di ogni genere, per ogni occasione, per ogni stagione, di ogni forma e colore, feste per tutti i gusti. Tranne che chiaramente per i tuoi.

Il problema è invece  che la festa a tuo figlio adolescente piace, e piace parecchio!!!!

L’ABITUDINE, QUESTA SCONOSCIUTA

Quando un adolescente cresce ,l’abitudine, la routinarietà sono concetti che scompaiono alla stessa velocità con la quale cambia l’umore di tuo figlio. E tu genitore sei chiamato ad una forma di adattamento che neanche l’uomo primitivo nel passaggio all’homo sapiens! Il punto è che quand’anche ti sembra di raggiungere una sorta di equilibrio, di accomodamento agli smottamenti che quotidianamente mettono a repentaglio la tua rinomata solidità, questa stasi, questa sorta di catarsi viene rivoluzionata da nuove e più articolate richieste di permesso.

Alle quali tu non sei (MAI) pronto.

Richieste che comportano generalmente una valutazione complessa ed articolata di tutte le variabili-opzioni-pericoli-accadimenti-possibilità-rischi-tragedie che possono verificarsi nello spazio-tempo in cui il tuo cucciolo starà via, e che devono trovare una risposta immediata e tendenzialmente positiva. Chiaramente nelle aspettative del figlio, che se temporeggia sempre e su tutto, su questo tipo di risposta pretende che tu sia Flash!

I PENSIERI DEL GENITORE

Se qualche mese prima tuo figlio ti informava che usciva, e questo comportava una certa autonomia perchè non ti chiedeva di essere accompagnato da qualche parte poichè il raggio d’azione era tutto sommato abbastanza ravvicinato, adesso il figlio (DEVE) chiedere il tuo assenso, il che vuol dire tutta una serie di lampadine che si accendono nella tua testa simultaneamente:

  • il luogo di destinazione non è alla sua portata (quindi non è vicino, oppure non è di giorno)
  • l’orario in cui si svolge la festa è in fascia serale e non più protetta (ergo buio pesto!)
  • la tipologia di persone (fauna) che bazzicano il luogo di destinazione ha un’età variabile tra una minima (quella di tuo figlio) ed una massima ragionevolmente vicina a quella 20/25 anni il che significa: ALLARME!!!!
  • il “contenuto” della festa: tanta gente, tanto rumore, tanta musica (si fa per dire), tanto alcool, e purtroppo il timore che ci sia anche tanto altro ancora
  • adescamenti, perchè se hai una figlia femmina più aumentano le ore sul suo groppone più aumentano i capelli bianchi sulla tua testa, oltre che le ansie, i timori, i patemi e i crepacuori per eventuali adescamenti di maschi alla ricerca certamente NON di fare due chiacchiere tra amici!
  • varie ipotesi catastrofiche, del tipo se le danno da bere qualcosa di “manomesso”, se le offrono qualcosa di alcolico, se vomita, se sta male, se la spingono, se si fa male, se non è in grado di difendersi (lo dicevo che al posto della ginnastica artistica doveva fare Judo!!!)

I PENSIERI DELLA FIGLIA

 

Avendo, per ora, solo una figlia adolescente in casa ed essendo la prima (ma non ultima) che mi capita, non posso che far tesoro di questa esperienza per tentare di darle una sorta di collocazione nel mio modo di essere gentitore di un figlio adolescente, consapevole che da maschio a femmina tendenzialmente cambia qualcosa, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Quando tua figlia femmina ti chiede di andare ad una festa, nella sua testa si presentificano una serie di preoccupazioni che decisamente non solo le stesse che hai tu:

  • chiamare a raccolta le amiche intime per decidere l’abbigliamento, o look
  • scegliere quale tipo di trucco abbinare al look prescelto dopo una consultazione bicamerale (amiche intime, madre censurante!)
  • avere il tempo per piastrare i capelli (non si capisce perchè il riccio e il mosso non vada di moda!!!!!)
  • contrattare con i genitori gli orari per uscire (“Ma esci così tardi!!???”) e per rientrare (“Ti avverto che torni prima di quello che stai pensando!!!”)
  • avere sempre a portata di mano uno specchietto e una pochette ripristino trucco, perchè altrimenti i selfie non vengono bene
  • avere sufficiente ricarica per il cell

In tutto questo rimangono le raccomandazioni di te genitore che, rincorrendo per casa l’adolescente eccitata ed euforica ripeti modello litania:

– usa la testa

– non bere nè ingerire niente che ti venga offerto

– non bere alcool, nemmeno per assaggiarne un pò

– non fissare le persone che non sai mai come possono reagire (qui viene fuori la mia deformazione professionale)

– state in gruppo anche per andare in bagno (ma questo cosa lo dico a fare???)

– non ridere troppo, non stare isolata, non parlare con gli sconosciuti (#ciaone), guarda dove metti i piedi e dove ti siedi, attenta alla borsetta che possono rubartela, non andare contro nessuno, cammina raso parete che sei più sicura, stai dove c’è la luce

Detto questo, caro genitore, se pensavi che il peggio sia stato stare sveglio quando tuo figlio era neonato e mangiava o piangeva ad ogni ora della notte, ricordati che al peggio non c’è mai fine!  Quando tuo figlio diventa adolescente (e tu magari ti sei appena riabiutuato a dormire qualche ora di fila!!!), starai sveglio di nuovo accovacciato sul divano fino a quando non sentirai la chiave nella porta, lo osserverai per come entra in casa, gli guarderai gli occhi, lo annuserai allo sfinimento per constatare finalmente che magari ha solo passato una bella serata con gli amici.

Ma il tuo compito, la tua missione, è stare in guardia….sempre…..e comunque.

Perchè noi siamo #genitorisuldivano !

 

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