Adolescenza e palpitazioni di cuore

palpitazioni in adolescenzaQuando ero poco più che una ragazzina e in casa iniziavo a commentare i maschietti che mi giravano intorno, magari parlandone con mia madre, o al telefono con le mie amiche del cuore, ricordo una frase che mi diceva mio padre. Quella stessa frase si è incistata così profondamente nella mia mente, che sono arrivata a dirla anche alla mia adolescente di casa: “Sai se una persona è importante per te quando ti batte forte il cuore appena la vedi”. Le palpitazioni sono quella cosa che dovrebbero poter dire alla tua testa che, sì, quella persona occupa uno spazio importante nel tuo cuore e nel tuo pensiero. Le palpitazioni sono il collegamento naturale tra cuore e mente, perchè partono dal cuore e arrivano alla testa. Un po’ come dire “Va dove ti porta il cuore”, ma trovo che come l’ha detta mio padre sia più bello e più denso, rosso come il sangue e come il cuore.

Ho fatto mio questo suggerimento, questo monito, per un sacco di cose, non solo per le questioni prettamente affettive. Per una cerebrale come me, dove la testa è il timone per molte delle proprie azioni, ascoltare le palpitazioni del cuore è un passo da vero gigante da compiere, nonostante io sia consapevole del fatto che il mio cuore non palpiti, ma suoni come una grancassa, e i battiti siano così rumorosi che penso sempre possano essere avvertiti da chi mi è intorno. Pertanto non dovrebbe essere così difficile ascoltare il mio cuore, solo che per le persone come me serve allenamento. Siccome conosco la mia pollastra-adolescente, e so che mi somiglia in tante cose, ho fatto come fece mio padre a suo tempo con me, e le ho detto di “ascoltare le palpitazioni del suo cuore” per capire meglio se certe persone possono interessarle o meno. Poi, per carità, è giovane e non posso comunque GIA’ pensarla con gli occhi a cuore! Ma so che accadrà, anche se io non sarò mai pronta e anche se io non vorrò accorgermene. Perchè noi madri sognamo per le nostre figlie l’amore romantico, quello fatto di sguardi, di sfioramenti di mano, di adulazione, di frasi carine…e ci scontriamo con la consapevolezza che Richard Gere in “Pretty Woman” è stato un film, e che solo lui ha regalato la favola a Julia Roberts.

UNA MAMMA SA

In verità una mamma sa. Sa anche se non glielo si dice. Non so come, ma ci sono dei segnali nei propri figli che sono diversi. Insomma si vede, pur non avendone le prove.

Certo qualche segnale inequivocabile potrebbe dare adito a fondati sospetti:

  • passa molto più tempo al cellulare, magari appartandosi dalle orecchie indiscrete dei propri familiari, generalmente occupando il bagno o la propria camera;
  • quand’anche rimane in mezzo a noi, con il cellulare in mano, la vedi ridere tra sè e lo schermo, o meglio sorridere, arrossendo a tratti, e assumere quelle pose che vogliono dire cose tipo: “Ma dai, stai dicendo proprio a me?”, “Ma figurati….”, “Beh ma grazie, sei gentile…”, “Oddio, ma cosa avrà mai voluto dire con quelle faccette??”…
  • canticchia per casa, anche questo può essere un segnale, quella felicità insensata, quella serenità assolutamente non fondata per questo momento adolescenziale;
  • si prende cura dei fratelli, denotando e denunciando a grandi lettere senso di responsabilità, del tipo “Mamma, non preoccuparti, bado io a loro” senza che tu le chieda nulla, oppure “Posso aiutarti in qualcosa, vuoi che accompagni io sorella a catechismo?”. Cose che ti fanno venire dubbi e domande grandi come case!!!
  • si profuma, perde più tempo davanti allo specchio, passa ore sotto la doccia, sta attenta ai capelli, impazzisce per la presenza di un minuscolo brufolino sul viso, mette foto su IG dopo un’attenta quanto meticolosa scelta che chiaramente metta in evidenza tutto il suo splendore;
  • in prossimità delle feste entra in crisi-da-regalo-o-piccolo-pensierino-che-dir-si-voglia verso una fantomatica “amica”, verso la quale una cosa è troppo, un’altra lascia intende qualcosa, e un’altra ancora è banale o scontata;
  • entra in un mood altalenante, che alterna frasi del tipo: “Non saprai mai niente della mia vita, non sperarci proprio che io ti racconti qualcosa” con ” Ma non mi chiedi niente di niente?“;
  • vive fasi del tipo: spacco il mondo, sono la ragazza più navigata dell’universo, con momenti di incertezza, titubanza, smarrimento, ingenuità tale da intenerire anche un cuore di marmo.

Quando la tua prima figlia inizia a pensare al genere maschile, tu madre non sarai pronta.

E non perchè immagini che sia finito un capitolo della tua vita di madre, pensi di star invecchiando, immagini tua figlia in tutte quelle situazioni che hai attraversato anche tu alla sua età, ma perchè dovrai raccogliere per tutta casa i cocci del cuore del papà che da quel momento realizzerà che è definitivamente terminata la fase in cui lui era l’unica persona importante per lei.

 

 

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