Il mondo agli occhi dei bambini

Galleria verde

Potrebbe essere il titolo di un libro e credo che lo comprerei subito perchè adoro ascoltare i bambini quando descrivono il mondo che vedono con i loro occhi. Nonostante passino gli anni e nonostante sia circondata da bambini (non per il lavoro che faccio, ma per il numero di figli e nipoti), ogni volta mi stupisco nell’ascoltare le parole che utilizzano per descrivere quello che vedono, o le associazioni che fanno tra quello che vedono e quello che conoscono. Di solito però tutto mi appare molto più bello di quello che vedo davanti ai miei occhi, perchè usano parole che sono molto più piene ed emozionanti di quelle che userei io.

Domenica siamo andati a zonzo per il paesello e ci siamo divertiti un sacco!

Viviamo in una piccola frazione di paese in provincia di Reggio Emilia, praticamente al confine con la Lombardia e sulle sponde del grande fiume Po. Non ci perderemo a descrivere il Po perchè ne abbiamo già parlato in un altro post (Ascoltando il grande fiume Po), anche se la golena, con i suoi pioppeti e i canneti, è un paesaggio suggestivo che rimanda a scene di mondi incantati. E le descrizioni non si sprecano mai.

Ma domenica siamo rimasti nell’entroterra, non ci siamo spinti sugli argini, perchè la bellezza si incontra anche nelle cose che vedi tutti i giorni, basta guardarle con occhi diversi. Ed è più facile se gli occhi che guardano sono quelli dei bimbi.

IL NOSTRO VIAGGIO DI SCOPERTA

La squadra pellegrina era composta da Franz, Anny e la cucina Grety, capeggiata solo anagraficamente dalla sottoscritta, perchè ovviamente io rimanevo sempre a ruota del gruppo (e non per questioni di fiato, non crediate!!!!). Siccome Franz non aveva ancora imparato ad andare in bici da solo (lo avrebbe fatto due giorni dopo), l’avventura è stata fatta a piedi, con il pretesto di poter vedere meglio le cose e prendersi tutto il tempo di cui ci sarebbe stato bisogno.

Chiaramente per far camminare dei bambini devi dare loro un obiettivo concreto, di soddisfazione, comprensibile e abbastanza veloce da raggiungere: il gelato! Con questa motivazione più che condivisa tutto il percorso che ci separava dalla gelateria (almeno 1 km) è stato piacevole, sereno e assolutamente non lamentoso. Tanto che mi prefiguravo già di rilanciare la posta in gioco con un ritorno più impegnativo, all’insegna del percorso vita, del lancio dei sassi nel laghetto, della conquista della collinetta erbosa. I bambini del resto sorprendono sempre: quando ti immagini che i progetti che hai fatto saranno completamente disattesi, loro ti stupiscono con entusiasmo e grandissima partecipazione. Così come è vero l’esatto contrario. Per cui direi che una buona regola è partire sempre animati da buone intenzioni, ma non troppo alte aspettative e creare sempre ed in ogni momento un effetto sorpresa.

Vicino a casa nostra c’è un arboreto semplice, ma veramente bellissimo in questa stagione, spesso meta di gite didattiche da parte della scuola primaria. Attraversarlo in lentezza osservando le piante, leggendone il nome a volte impronunciabile e desiderando di arrampicarcisi sopra ha consentito di vederlo con occhi diversi. Franz, ormai rinomato per le sue frasi spiazzanti, mentre camminava con il naso all’insù in mezzo a tutto quel verde e ai rami degli alberi che si intrecciavano formando una volta sopra le nostre teste, ha detto: “Mamma, guarda, sembriamo dentro una galleria!!”. E vi assicuro che se tutte le gallerie fossero come il nostro Arboreto Pertini io sarei perennemente in macchina!!!!

Per continuare a tenere alto l’interesse dei bimbi sulla passeggiata, ho deciso di lasciare loro scegliere quale strada ci avrebbe condotto alla gelateria, sia per verificare il loro senso dell’orientamento (sperando fosse sufficiente a raggiungere il gelato senza disperderci per le frazioni di paese limitrofe!!!!), sia per motivarli alla scoperta di segnali, oggetti, case, punti di riferimento che potessero aiutarli a ricordare la strada. La fortuna ha voluto che le bimbe, pur avendo allungato di qualche centinaio di metri l’arrivo, abbiano collaborato nella ricerca della strada e questo le ha entusiasmate e incoraggiate nelle loro capacità!!!!

TUTTO PUO’ DIVENTARE UN PLAYGROUND

Dopo la meta golosa, ho proposto di cambiare strada per rientrare, alla ricerca del laghetto incantato. Di incantato non ha molto a dire il vero, ma avere un laghetto nel centro del nostro paese non è da tutti, quindi mi sembrava importante valorizzarlo. Per cui lo abbiamo festeggiato tirando dentro una pioggia di sassolini che ha distratto i bimbi prima di venire rapiti dal successivo paesaggio.

Tirare sassi per vedere a chi appartiene quello che arriva più lontano è un gioco vecchio come il cucco, ma evidentemente continua ad avere il suo fascino!!!!!

Questa stagione è favolosa perchè il verde è brillante e i campi sono costellati di puntini colorati, tra papaveri e una varietà di fiori di cui non conosco nè nome nè provenienza. I bimbi, non

nascondino nel campo

appena hanno notato questi campi con spighe e fili d’erba alta non hanno potuto evitare di nascondersi dentro, fingendo di scappare gli uni agli altri nel gioco del “guardia e ladri”. Anche un semplice campo, così come le tappe del percorso vita che vi si incontrano, sono diventati un motivo di gioco di squadra, un playground all’aria aperta, per nulla strutturato, ma ricco di fantasia e sorpresa.

collinetta erbosa

Il nostro giro si è concluso con la scoperta della collinetta erbosa, una gettata di terra che nel tempo si è trasformata in una collina verde sulla quale arrampicarsi e rotolarsi senza pericolo, perchè completamente fuori dalla strada trafficata. Rotolando verso sud, abbiamo anche scoperto che proprio alla fine del nostro quartiere c’è un piccolo allevamento domestico di oche e osservare i loro comportamenti ci ha fatto ridere non poco (le oche sono buffissime, perchè sono capaci di stare immobili come statue per diversi minuti parrebbe quando fanno la cacca, e appena una si muove in una direzione tutte le altre la seguono a ruota).

Il mondo agli occhi dei bambini è sicuramente più bello di quello che vedono i nostri occhi da adulto ed in generale sarebbe una buona lezione di vita lasciarci contagiare più spesso dalla loro capacità di vedere quello che si può nascondere dietro a cose che per noi hanno ormai poca importanza.

Il mondo agli occhi dei bambini è un mondo che viene ancora voglia di vivere, pieno, rotondo, colorato e ancora tanto ricco di stupore.

Il mondo agli occhi dei bambini è esattamente il tipo di mondo nel quale voglio che vivano e nel quale desidero stare anche io!

 

 

4 Comments

  1. lanemina80

    incredibile come il racconto di una semplice passeggiata domenicale possa essere così ricco di gioia ed emozione! lasciarsi trascinare dai bambini potrebbe condurre ad attimi di pura felicità, peccato che la fretta quotidiana ci faccia mancare questo appuntamento!

    1. Proprio vero Nema, e una passeggiata qualsiasi (come quelle che faccio da sola la domenica mattina) hanno tutto un altro sapore. A volte mi ci vogliono anche quelle in solitaria, ma quelle con i bimbi ti ridimensionano…non so come dire….
      un abbraccio

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